Tosini e Crivellari: “Sentenza ingiusta, non c’è dolo né colpa grave”. Conchi: “Cittadin competente e scrupolosa, auspico piena assoluzione in appello”

ROVIGO – La sentenza della Corte dei Conti del Veneto sul project financing delle piscine comunali di viale Porta Po a Rovigo (LEGGI ARTICOLO) comincia a far discutere. Dopo la decisione che ha assolto tutti gli amministratori politici coinvolti e condannato i due dirigenti comunali Nicoletta Cittadin e Alberto Moscardi a un risarcimento complessivo di oltre 220 mila euro, arrivano le prime reazioni dal Consiglio comunale.

A intervenire sono stati i consiglieri Palmiro Franco Tosini (avvocato) e Diego Crivellari (ex deputato Pd), con una nota congiunta, e Ezio Conchi (avvocato), capogruppo della lista civica Cambia Rovigo ed ex vicesindaco dell’amministrazione di Massimo Bergamin.

Tosini e Crivellari: “Sentenza solo in parte giusta, vicinanza ai due dirigenti”

Nel comunicato firmato dai consiglieri Tosini e Crivellari, si legge che la decisione dei giudici contabili “ha reso giustizia solo in parte”.

“Assolvendo giustamente i 18 amministratori e condannando ingiustamente i due dirigenti comunali, che escludiamo abbiano agito con dolo o colpa grave – scrivono –. Anzi, conoscendoli, non abbiamo dubbi nel ritenere che, sia l’allora dirigente ai lavori pubblici, l’ing. Alberto Moscardi, che l’attuale dirigente della Ragioneria, dott.ssa Nicoletta Cittadin, abbiano sempre operato nell’interesse della pubblica amministrazione.”

I due consiglieri, nel ribadire fiducia nell’esito dell’appello, invitano a evitare letture di parte: “Occorrerà leggere le motivazioni per un giudizio più articolato. Tuttavia la vicenda non deve essere strumentalizzata politicamente, anche alla luce della parentela di Nicoletta Cittadin con l’attuale sindaca. È un primo grado di giudizio e auspichiamo venga riformato in appello con una piena assoluzione. Ai due dirigenti va la nostra solidarietà e vicinanza.”

Conchi: “Difficile credere a negligenze. Nicoletta Cittadin ha sempre dimostrato competenza ed equilibrio”

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere Ezio Conchi, già assessore e vicesindaco in passate amministrazioni, che ha voluto esprimere pubblicamente la propria stima verso la dirigente condannata.

“Ho avuto modo di vedere all’opera la dottoressa Nicoletta Cittadin mentre ero assessore con Piva e vicesindaco con Bergamin – ricorda –. Ho sempre riscontrato in lei piena conoscenza dei fatti, preparazione e grande equilibrio. Fatico a credere che il suo operato sia riconducibile a comportamenti negligenti.”

Conchi sottolinea la complessità tecnica delle scelte amministrative: “Certe questioni sono talmente intricate che ogni decisione può diventare criticabile, ma le decisioni vanno comunque assunte. Immagino che ci sarà l’appello, con l’augurio che venga riconosciuta la correttezza del suo operato.”

Infine, il consigliere precisa che la vicenda “non può avere effetti sull’attuale amministrazione, che non è in alcun modo coinvolta nelle questioni trattate dai giudici”.

Un caso che lascia strascichi

La sentenza della Corte dei Conti, resa pubblica nei giorni scorsi, ha chiuso solo il primo capitolo della lunga vicenda del project financing delle piscine comunali, avviata nel 2003 e approvata nel 2005.
Le condanne a carico dei due dirigenti riguardano la gestione del “lodo Baldetti”, ossia il ritardo nella consegna dell’area di viale Porta Adige alla società Veneto Nuoto, con riflessi economici per il Comune.

Entrambi i dirigenti, tramite i rispettivi legali, hanno già annunciato ricorso in appello, mentre dal mondo politico cittadino si moltiplicano gli appelli alla cautela e al rispetto personale e istituzionale.

IL CASO PISCINE COMUNALI DI ROVIGO – CRONOLOGIA (Divulgativa)

2003
Un gruppo di imprese (Reale, Cles, Guerrato) propone al Comune un project financing da 10 milioni di euro per la costruzione del nuovo polo natatorio di viale Porta Po. Il Comune avrebbe pagato il progetto in parte con un canone annuale (245 mila euro per 25 anni) e in parte cedendo l’area dell’ex piscina Baldetti di viale Porta Adige, valutata 3,7 milioni.

2005
Il Consiglio comunale approva il project, tra i voti favorevoli anche dell’allora sindaco Paolo Avezzù.

9 giugno 2006
Il dirigente ai lavori pubblici Alberto Moscardi firma il contratto con le imprese.

2007
La nuova amministrazione guidata da Fausto Merchiori integra il contratto, prevedendo la “surroga”, ossia l’accollo da parte del Comune dei debiti dei privati in caso di insolvenza. L’operazione viene comunque giudicata allora più conveniente della revoca, che avrebbe comportato indennizzi milionari.

Il “lodo Baldetti”
Nasce il contenzioso sul ritardo nella consegna dell’area dell’ex Baldetti a Veneto Nuoto. Le penali e le questioni fiscali (in particolare l’Iva sulla transazione) diventano il nodo centrale dell’indagine contabile.

2024–2025
La Procura della Corte dei Conti ipotizza inizialmente un danno erariale di oltre 5,6 milioni, poi ridotto a 4,5 milioni.

Ottobre 2025
La Corte dei Conti del Veneto assolve 18 amministratori politici e condanna due dirigenti comunali:

  • Nicoletta Cittadin, dirigente del Servizio finanziario, a 162.099,80 euro;
  • Alberto Moscardi, ex dirigente ai Lavori pubblici, a 64.839,92 euro.

Assolti anche gli ex sindaci Avezzù e Merchiori, oltre a tutti gli assessori e consiglieri dell’epoca.

Prossimi passi
Entrambi i dirigenti hanno annunciato ricorso in appello, mentre il Comune resta in attesa delle motivazioni integrali della sentenza.

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