Spettacolo teatrale e workshop proposto da Tam Teatromusica di Padova all’istituto di Adria (Rovigo) grazie alla Fondazione Cariparo 

ADRIA (Rovigo) – La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo dal 2002 offre gratuitamente alle scuole di ogni ordine e grado delle due province un programma di iniziative, il cui significativo nome è “Attivamente”, volte ad arricchire l’offerta formativa, dando agli studenti l’opportunità di approfondire varie tematiche e sperimentare nuove e diverse modalità di insegnamento.

Per l’anno scolastico 2024 – 25 gli Istituti scolastici hanno potuto scegliere tra un ricco programma di 32 iniziative, realizzate in collaborazione con altrettante cooperative, associazioni, enti delle province di Padova e Rovigo, impegnate nel volontariato, nella promozione sociale, artistica, scientifica, sportiva.

Il Polo Tecnico di Adria ha scelto lo spettacolo teatrale e il workshop proposti da Tam Teatromusica di Padova, dal titolo “Vorrei essere libero”: attraverso la figura di Giorgio Gaber, del suo impegno artistico, sociale e politico, gli incontri hanno l’obiettivo di stimolare la curiosità nei confronti di linguaggi espressivi dove immagine, musica e parole si uniscono per dare forza al messaggio e di fornire agli studenti gli strumenti per affinare le capacità critiche e analitiche, in particolare sul concetto di libertà.

La serie di incontri, avviata il 29 gennaio, coinvolge diverse classi dell’Istituto, preparate dai docenti con materiale inviato nell’ambito dell’iniziativa, al fine di poter apprezzare appieno lo spettacolo, portato in scena dal bravissimo Nicola Lotto, accompagnato dalla chitarra e da immagini e video dell’epoca, con il supporto di Matteo Mancini, tecnico audio e luci. 

Lotto ha raccontato con parole e canzoni gli anni ‘70 di Giorgio Gaber, la sua rinuncia alla televisione – che dava maggiore successo e visibilità -, e la sua scelta del Teatro, dando avvio al Teatro Canzone, dove si alternano parti recitate e altre cantate, con l’obiettivo di essere maggiormente libero nel trasmettere i suoi messaggi. La libertà non è solo il titolo della canzone forse più conosciuta, ma il suo tratto distintivo di artista: “Andavo alla televisione, cantavo una canzone, facevo un bell’inchino. Poi mi guardavo e mi facevo schifo. Non volevo più fare il buffone e quindi ho iniziato l’attività teatrale”. La scelta fu certamente motivata anche dalla morte di Luigi Tenco – suo amico, con cui assieme a Jannacci, aveva costituito la sua prima band – e ai movimenti del ’68, con i giovani che in tutto il mondo contestavano l’autorità, le Università, la politica.

L’impegno sociale di Gaber, il suo modo ironico e sempre sorridente di raccontare per far riflettere sulla società, la vita, l’amore, la politica è presente nei monologhi teatrali e nelle sue canzoni: La libertà, Io non mi sento Italiano, Destra-sinistra, Far finta di essere sani, Dialogo tra un impegnato e un non so, Com’è bella la città, per citare alcuni dei brani proposti durante lo spettacolo.

Il tema di fondo, il messaggio che sarà poi oggetto dei workshop che seguono lo spettacolo, è incentrato sul ritornello della canzone La libertà: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. Gli studenti si sono lasciati coinvolgere e, al termine dell’incontro, hanno dimostrato il loro apprezzamento con numerose domande sulla figura di Giorgio Gaber e in generale sul lavoro di artisti che hanno il coraggio di andare controcorrente per seguire i loro ideali. Per essere liberi, appunto.

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