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ROVIGO – Mercoledì 27 aprile, si è svolta in “videoconferenza” la settima edizione della “Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, istituita dalla Regione del Veneto.

Nell’occasione sono stati consegnati agli appartenenti alle Forze di Polizia operanti nella Regione Veneto il “Premio Legalità e Sicurezza” – Edizione 2022, tra i cui vincitori vi è il Comandante della Sezione Operativa Carabinieri di Rovigo, Sottotenente Roberto Tambone, che ha ricevuto dal proprio Comandante di Compagnia, Maggiore Giovanni Truglio, la pergamena rilasciata dal presidente del Consiglio Regionale del Veneto, con la seguente motivazione: “Dimostrando spiccato senso del dovere ed acume investigativo, il Sottotenente Roberto Tambone, Comandante della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Rovigo, coadiuvato dal Brigadiere Capo Qualifica Speciale Marco Grandi e dal Brigadiere Stefano Sarto, conduceva una tempestiva ed approfondita indagine di polizia giudiziaria che consentiva, in brevissimo tempo, di scovare il capannone utilizzato da autori di furti seriali per lo stoccaggio di refurtiva di enorme valore e deferire all’Autorità Giudiziaria, per ricettazione, il proprietario dello stesso. L’attività ha consentito di restituire ai legittimi proprietari il maltolto, infliggendo un duro colpo all’organizzazione criminale dedita ai furti”. 

L’operazione in questione ha visto, la scorsa estate, i Carabinieri della Compagnia di Rovigo scoprire un capannone in Provincia nel quale era immagazzinata una grandissima quantità di refurtiva composta, in prevalenza, da attrezzi da carpenteria, motopompe, cassette per manodopera specializzata, attrezzature per lavorazioni industriali, materiale professionale da officina, materiale professionale da giardinaggio, materiale agricolo di vario genere, motoveicoli, biciclette. 

Inoltre all’interno del magazzino sono stati rinvenuti anche diversi autoveicoli industriali dei quali, successivamente, è stata accertata la contraffazione dei documenti di bordo, dei numeri di targhe e dei telai. 

La refurtiva rinvenuta è risultata essere stata asportata, in circa 2 anni, tra le province di Rovigo, Verona, Padova, Ferrara, Modena, Udine.

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