Nuove tecnologie, ruolo nella sanità pubblica e privata, invecchiamento demografico: le prossime sfide per i fisioterapisti, se ne è parlato a Mestre

MESTRE (Venezia) – Si è tenuto quest’oggi a Mestre il primo congresso annuale dell’Ordine dei Fisioterapisti (OFI) di Venezia, Padova e Rovigo, dal titolo “Fisioinformation. Nuove prospettive in Fisioterapia”.

In apertura il Presidente dell’OFI Angelo Papa si è soffermato su quelle che sono le principali sfide per la figura del fisioterapista oggi: “La nostra professione è impegnata su diversi versanti in questo momento. Innanzitutto, vi è la necessità di tutelare maggiormente la comunità. Sappiamo tutti che la popolazione sta invecchiando e i bisogni di salute aumenteranno sempre di più, pertanto è fondamentale fare prevenzione e promuovere corretti stili di vita, non soltanto tra le persone che hanno già una patologia, ma anche tra quelle sane, affinché non si ammalino. Stiamo lavorando di concerto con la Regione per individuare delle soluzioni sostenibili che ci permettano di affrontare questa sfida e assicurare più servizi sanitari ai cittadini. Abbiamo chiesto a gran voce, e sosterremo ancora in tutte le sedi, la possibilità che il fisioterapista sia coinvolto all’interno delle case di comunità per fornire pronte risposte in ambito riabilitativo grazie a dei professionisti specializzati in questo ambito”.


“A livello normativo
– ha proseguito Papa – prendiamo atto dei più recenti orientamenti della giurisprudenza che riconoscono al fisioterapista la possibilità di utilizzare strumenti quali l’ecografo, non a fini diagnostici, ma per migliorare l’efficacia dell’intervento fisioterapico. Per quanto riguarda le nuove tecnologie, infine, siamo convinti che l’Intelligenza Artificiale non sia una minaccia per la professione, bensì possa rappresentare un prezioso alleato, che ci permetterà di lavorare meglio e fornire cure sempre più appropriate e sicure”.

Presente al congresso dell’OFI di Venezia, Padova e Rovigo anche Andrea Moro, referente per il Veneto di AIFI, associazione tecnico scientifica di riferimento per i fisioterapisti: “In questo momento assistiamo ad una rapida evoluzione della figura del fisioterapista, tanto a livello normativo quanto nella ricerca. AIFI si impegna a portare tutte le novità emerse in ambito scientifico nella pratica quotidiana dei colleghi, per facilitarne il lavoro e tenerli sempre aggiornati su quello che è il futuro della professione. Le tecnologie digitali, oggi, stanno diventando sempre più parte integrante del rapporto tra paziente e fisioterapista. In questo senso, per esempio, la teleriabilitazione rappresenta un’interessante prospettiva per i trattamenti domiciliari, ma purtroppo a livello normativo nazionale è ancora poco riconosciuta”.

Tanti i temi affrontati nel corso della giornata, a partire dall’AFA, Attività Fisica Adattata, percorso non sanitario che prevede una serie di programmi di attività motoria di gruppo, finalizzati a migliorare il benessere della persona e a contrastare le difficoltà di movimento temporanee o conseguenti a malattie croniche, le cui linee di indirizzo sono state recentemente deliberate dalla Regione Veneto. In tale contesto, ha evidenziato la coordinatrice del Dipartimento di riabilitazione dell’Azienda Ulss 3 Serenissima Silvia Zangarini, i fisioterapisti possono svolgere un ruolo fondamentale a fianco delle altre figure coinvolte, proseguendo l’attività professionale in un contesto ludico-motorio e socializzante, che va oltre l’ambito prettamente sanitario.

Con l’ingegner Stefano Tortora, ricercatore dell’Università di Padova, si è parlato di neuro-robotica e delle sue possibili applicazioni in ambito fisioterapico, sia per il monitoraggio funzionale che per restituire la possibilità di muoversi a persone affette da patologie motorie, grazie all’interazione tra dispositivi artificiali, come robot o esoscheletri, e l’attività neurale del paziente.


Mauro Parolin
ha fatto il punto sull’utilizzo dell’ecografia a scopo riabilitativo (Rehabilitative Ultrasound Imaging – RUSI), evidenziando come le valutazioni eseguite con le tecniche di imaging forniscano un feedback in tempo reale sull’intervento riabilitativo e un monitoraggio dei risultati ottenuti nel corso del tempo, permettendo così al fisioterapista di migliorare il proprio approccio manuale e rieducativo, e, di conseguenza, l’efficacia della proposta terapeutica.

Nel corso dell’intervento su valutazione fisioterapica ed esercizio terapeutico, Fabrizio De Lazzari ha sottolineato l’importanza della diagnosi differenziale in fisioterapia, nota anche come Screening for Referral, un processo di valutazione del paziente a 360 gradi che deve guidare il fisioterapia nella scelta delle migliori opzioni cliniche e terapeutiche.

Partendo dalla sua esperienza all’interno dello staff sanitario della Pallavolo Padova, Tommaso Roman ha analizzato le competenze e i compiti del fisioterapista all’interno di una squadra sportiva di alto livello. A seguire, la relazione di Giovanni Volpe, che ha illustrato le applicazioni cliniche della mindfulness, in particolare, nel trattamento del dolore cronico. Carla Sforza è intervenuta in tema di riabilitazione e fisioterapia del pavimento pelvico, delineando una panoramica generale su quelle che sono le principali disfunzioni e i più innovatici approcci riabilitativi.

A chiudere i lavori congressuali, la tavola rotonda – moderata dal Presidente Papa – che ha raccolto le più recenti evidenze in fisioterapia ortopedica, post chirurgica. sportiva e in neuroriabilitazione. A discuterne Fabrizio De Lazzari, Mauro Parolin, Giovanni Volpe, Daniele Salvagnini, Silvia Zangarini, Alfonc Baba.

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