Un incontro denso di pensiero e spiritualità ha segnato il sesto appuntamento del ciclo “La Natura”, dove la voce di Mons. Fabio Finotello ha intrecciato teologia, filosofia e contemporaneità

ADRIA (Rovigo) – Ci sono serate che informano, e altre che lasciano un segno. Il sesto incontro del ciclo “La Natura”, ospitato negli spazi della Fondazione Scolastica Carlo Bocchi, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Una serata capace di aprire orizzonti, di rendere palpabile il senso di un percorso condiviso, di far percepire quanto il nostro sguardo sul mondo possa ancora ampliarsi e affinarsi.

A introdurre l’appuntamento è stato Alessandro Andreello, presidente dell’Associazione Attive Terre, che con parole semplici ed essenziali ha ripercorso la traiettoria del progetto: un viaggio che, dalla terra ai pianeti, dagli alberi alle città, conduce oggi nel territorio più intimo, quello in cui l’uomo cerca nella fede e nella rivelazione il significato più profondo della natura.

Il creato come luogo di incontro

La conferenza, dal titolo “La genesi cristiana del concetto di natura”, non si è configurata come una semplice lezione, ma come l’apertura di un paesaggio interiore.
Con la sua voce pacata e intensa, Monsignor Fabio Finotello, Arciprete della Cattedrale di Adria, ha guidato i presenti attraverso le pagine bibliche della Creazione, mostrando come la nostra idea di natura – così comune, così apparentemente laica – sia in realtà radicata in una tradizione spirituale antichissima.

Dal respiro sapienziale dell’Antico Testamento alle vibrazioni del Prologo di Giovanni, dai grandi maestri medievali come San Tommaso d’Aquino alla luminosa scuola di Chartres, il concetto di natura è apparso come una trama millenaria in cui si intrecciano teologia, filosofia e meraviglia. Una trama che, pur agendo in profondità, continua a modellare il nostro modo contemporaneo di guardare il mondo.

Un ascolto che diventa esperienza

Nel silenzio attento della sala, le parole del relatore hanno preso forma come un invito alla riscoperta: riconoscere quanto la cultura occidentale porti inciso dentro il legame tra fede e ragione; scorgere la continuità, spesso invisibile, tra il pensiero cristiano e la ricerca scientifica.
È emersa così un’immagine di natura come luogo di relazione, come “casa buona” da custodire, come promessa di senso inscritta nelle cose.

Gratitudine e futuro

La serata si è conclusa in un clima di sincera riconoscenza. L’Associazione Attive Terre ha rivolto un ringraziamento corale alla Fondazione Scolastica Carlo Bocchi – nella persona della Presidente, Prof.ssa Elena Passadore, e del Segretario Paolo Nardi – per la disponibilità e la vicinanza.

Un grazie è andato anche ai numerosi enti che sostengono il progetto: Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, Amministrazione comunale di Adria, Liceo Bocchi-Galilei, Adria Parrocchie, Cada e Associazione Pubblici Giardini.
con un pensiero particolare alla Fondazione Cariparo, il cui supporto ha reso possibile la realizzazione del ciclo.

Ognuno ha contribuito con un tassello prezioso a un percorso che, incontro dopo incontro, si è trasformato in una vera esperienza di comunità.

In attesa del gran finale

Il ciclo si avvicina ora alla sua conclusione, che avverrà – letteralmente – “in bellezza”. Il prossimo appuntamento sarà affidato allo storico dell’arte Paolo Paganin, relatore della conferenza “La natura e il paesaggio nelle arti visive: storia di un rapporto millenario”.
Un viaggio che promette di mostrare come lo sguardo umano, attraverso l’arte, abbia tentato per secoli di raccontare l’indicibile: la meraviglia del creato.

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