Il consigliere comunale di Futuro Nazionale distingue tra immigrazione regolare e illegalità: «Sicurezza e rispetto delle norme non sono xenofobia»
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ROVIGO – Aniello Piscopo, consigliere comunale di Futuro Nazionale, replica alle dichiarazioni della direttrice di Confartigianato Polesine Maura Goffo sul tema della “remigrazione generalizzata” (LEGGI ARTICOLO), accusandola di aver interpretato in modo scorretto la posizione espressa dall’onorevole Roberto Vannacci.

«Ho letto con attenzione le dichiarazioni di Goffo e devo dire che è andata completamente fuori tema rispetto a quanto è stato posto in questi giorni sul fenomeno dell’immigrazione e della remigrazione», afferma Piscopo.

Il consigliere distingue nettamente tra chi arriva in Italia per inserirsi nella società e chi, invece, non rispetta le regole. «Chi viene nel nostro Paese per lavorare, integrarsi e rispettare le leggi, gli usi e i costumi italiani trova e deve trovare le porte aperte», sostiene. Diversa, secondo Piscopo, è la posizione da assumere nei confronti di chi vive di espedienti o commette reati. «Chi pensa di trovare un Paese nel quale vivere senza regole e attraverso atti delinquenziali non può trovare solidarietà o comprensione».

Le dichiarazioni della direttrice di Confartigianato vengono quindi definite «fuorvianti». Per Piscopo, il richiamo al contributo economico e sociale dei lavoratori stranieri non sarebbe pertinente rispetto alle proposte avanzate da Futuro Nazionale. «Che vi sia bisogno di manodopera è fuori discussione», osserva il consigliere. «Così come è assolutamente necessario evitare lo sfruttamento delle persone con salari al limite della schiavitù. Ma questo non ha nulla a che vedere con chi arriva in Italia con obiettivi completamente diversi».

Piscopo richiama in particolare i fenomeni dell’accattonaggio, della violenza e dell’insicurezza urbana, chiedendo interventi più decisi. «Questi fenomeni devono essere fermati e combattuti», afferma. «Non si tratta di xenofobia, ma della necessità di riportare un minimo di regole civili all’interno della nostra società».

La replica riporta così il confronto politico sul significato attribuito al termine “remigrazione”. Da una parte Goffo aveva messo in guardia contro una sua applicazione indiscriminata, ritenuta pericolosa per un territorio segnato dal calo demografico e dalla carenza di lavoratori. Dall’altra Piscopo sostiene che la proposta non riguardi gli stranieri integrati e regolarmente occupati, ma chi delinque, rifiuta le regole e non manifesta alcuna volontà di inserirsi nella comunità.

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