Il capogruppo di Rovigo si Ama boccia il bilancio approvato dalla maggioranza e critica l’instabilità politica: “Troppi rimpasti, poca programmazione. La città non cresce”

ROVIGO – L’approvazione del rendiconto 2025 da parte della maggioranza in consiglio comunale diventa terreno di scontro politico a Rovigo, con la lista civica Rovigo si Ama che, attraverso il capogruppo Federico Frigato, esprime una netta bocciatura dell’azione amministrativa della giunta guidata dalla sindaca Valeria Cittadin.

Secondo Frigato, il documento finanziario certifica una tenuta contabile dell’ente, ma non offre alcuna prospettiva di sviluppo reale per il capoluogo.

“Il Comune regge, ma non cresce – afferma –. I conti sono formalmente in ordine e l’avanzo resta importante, ma manca completamente una visione politica capace di trasformare le risorse in rilancio concreto della città”.

Pur riconoscendo la solidità finanziaria, con quasi 40 milioni di risultato di amministrazione e oltre 5 milioni di avanzo libero, Frigato denuncia la persistenza di criticità strutturali irrisolte.

Tra queste, manutenzione urbana insufficiente, strade e marciapiedi deteriorati, carenze nelle frazioni, scarsi investimenti in opere pubbliche e assenza di una strategia incisiva per commercio, rigenerazione urbana e sviluppo economico.

“Il commercio continua a essere il grande assente delle politiche comunali – sottolinea – mentre il Comune incassa oltre un milione di euro dai parcheggi senza costruire reali misure di sostegno per il centro storico”.

Nel mirino finiscono anche le politiche culturali e turistiche, che secondo l’opposizione assorbono risorse rilevanti senza produrre risultati duraturi in termini di attrattività economica.

La cultura è investimento, ma servono progettualità e impatto reale. Oggi il centro si svuota e le attività continuano a soffrire”.

Frigato lega inoltre il giudizio negativo sul rendiconto alla recente instabilità politica interna alla giunta, evidenziata dall’ultimo rimpasto di deleghe deciso dalla sindaca (LEGGI ARTICOLO).

“I continui cambi di assessori e redistribuzioni di deleghe non sono segno di forza, ma di approssimazione politica, scelte iniziali sbagliate e assenza di programmazione”.

Secondo il capogruppo civico, la squadra amministrativa sarebbe ormai profondamente modificata rispetto all’impianto originario, senza che ciò abbia prodotto un miglioramento dell’azione di governo.

“La sindaca si distingue per presenza, ma questo da solo non basta. Manca una progettualità di medio-lungo periodo”.

Rovigo si Ama conferma quindi il proprio voto contrario al rendiconto, indicando come priorità strategiche per il futuro della città cultura, turismo, commercio e rigenerazione urbana. “Non basta mantenere in ordine i numeri sulla carta – conclude Frigato –. Serve una strategia chiara, un modello di sviluppo e un cambio di passo che oggi, semplicemente, non esistono”.

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