ROVIGO – Rifondazione Comunista della Federazione di Rovigo scende in campo a sostegno del Rovigo Pride 2026 e critica duramente la decisione dell’amministrazione comunale di negare l’utilizzo di Piazza Matteotti come sede conclusiva della manifestazione in programma il prossimo 20 giugno.
Il partito esprime «solidarietà militante» agli organizzatori del Pride e definisce il provvedimento adottato dal Comune non come una semplice questione amministrativa ma come una precisa scelta politica. «Il no a Piazza Matteotti non è un incidente burocratico: è un atto politico», sostiene Rifondazione Comunista, che interpreta il diniego come un tentativo di ostacolare una manifestazione che la sindaca Valeria Cittadin avrebbe definito una «provocazione ideologica».
Secondo il partito, le motivazioni legate alla presunta fragilità della piazza non sarebbero convincenti e rappresenterebbero piuttosto un pretesto per limitare la visibilità dell’iniziativa. Una decisione che, a giudizio della Federazione rodigina, contrasterebbe con il significato stesso del Pride come momento pubblico di partecipazione, inclusione e rivendicazione dei diritti.
Rifondazione evidenziata la risposta arrivata da una parte della città e ringrazia le numerose associazioni che hanno aderito all’evento, i volontari impegnati nell’organizzazione e i commercianti del centro che hanno scelto di sostenere la manifestazione (LEGGI ARTICOLO).
Per il partito, l’adesione di realtà economiche e associative rappresenta il segnale di una città che vuole essere aperta e accogliente. «Chi lavora ogni giorno a contatto con la comunità sa bene che una città sicura è una città aperta, non una città sbarrata», dichiarano.
Rifondazione richiama inoltre il patrocinio concesso dall’Ordine degli Psicologi del Veneto, interpretandolo come un riconoscimento del valore sociale dell’iniziativa in un contesto segnato da crescenti situazioni di disagio giovanile. Il Pride viene descritto come una risposta ai fenomeni di isolamento, discriminazione ed esclusione che colpiscono in particolare le persone LGBTQIA+.
La Federazione di Rovigo annuncia infine la propria partecipazione alla manifestazione del 20 giugno e rivolge un appello alla cittadinanza affinché prenda parte all’evento. «Saremo in piazza al fianco di chi non accetta che Rovigo diventi una città chiusa e impaurita», concludono, rilanciando anche la raccolta fondi promossa dagli organizzatori per sostenere l’iniziativa.












