SAN BELLINO (Rovigo) – Un frammento autentico della storia polesana torna a casa e diventa il cuore di un nuovo progetto culturale. È la rarissima moneta della Rovigo veneziana, databile tra il 1484 e il 1487, quindi coniata prima della scoperta dell’America, rientrata in Polesine grazie al giovane appassionato di numismatica Lorenzo Palanca.
La presentazione ufficiale si è svolta in municipio a San Bellino, alla presenza del sindaco Aldo D’Achille e della presidente della Biblioteca comunale Sara Caraccio. Un momento dal forte valore simbolico, che segna il ritorno sul territorio di un oggetto di straordinaria rilevanza storica.

La moneta raffigura da un lato San Bellino, patrono della diocesi e della provincia di Rovigo, in atto benedicente, e dall’altro il Leone di San Marco, emblema della Serenissima. Un doppio simbolo che richiama il passaggio del Polesine sotto il dominio veneziano alla fine del Quattrocento, dopo la Guerra del Sale.
Si tratta di un esemplare di eccezionale rarità: i pochi conosciuti sono conservati in importanti collezioni, tra cui il Museo Correr di Venezia e la collezione del re Vittorio Emanuele a Roma. La presenza di uno di questi pezzi in Polesine rappresenta quindi un importante recupero identitario per il territorio.

Dal ritorno della moneta prende forma un progetto culturale più ampio, che coinvolgerà l’intera comunità. In occasione della settimana che culminerà il 26 novembre, giorno della festa di San Bellino, il paese ospiterà tre giornate di incontri, approfondimenti e momenti artistici aperti a cittadini, studiosi e appassionati.
Accanto alla dimensione storica, spazio anche all’arte contemporanea, con il coinvolgimento della vetreria artistica Tomanin, che da anni trae ispirazione proprio da questo antico conio, reinterpretandolo in chiave moderna.

L’iniziativa si propone come un percorso tra passato e presente, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale locale e rafforzare il senso di appartenenza della comunità.
Il programma dettagliato verrà presentato nei prossimi mesi, ma la direzione è già tracciata: partire da una moneta per raccontare una storia più ampia, quella di un territorio che riscopre le proprie radici e prova a trasformarle in futuro.


















