ROVIGO – Il 1 Settembre un medico di base con 1300 pazienti cessa l attività per andare in pensione.
Il giorno 8 Settembre l’Ulss 5 Polesana (dopo una settimana dalla cessazione del servizio) recapita tramite posta una lettera ai pazienti, nella quale li avvisa dell’avvenuta cessazione e che la continuità assistenziale verrà garantita da una nuova Dottoressa con incarico temporaneo della durata di 1 anno in un ambulatorio ubicato in un nuovo indirizzo.
Sempre il giorno 8 Settembre la nuova Dottoressa affigge una lettera destinata a tutti i pazienti presi in carico, nella quale afferma di aver dato le dimissioni e aver rinunciato all’incarico in quanto l’Ulss 5 non le permette di accedere alle cartelle cliniche degli assistiti, in modo di aver contezza delle patologie e dei piani terapeutici degli stessi (LEGGI ARTICOLO). Il rischio è quello di, non avendo una nemesi storica e non conoscendo la storia medica, di prescrivere farmaci in contrasto con le varie patologie o dannosi.
L’Ulss 5 affigge un altra comunicazione affermando di aver preso atto delle dimissioni della dottoressa e che il servizio sarà garantito dalla Guardia Medica in ospedale fino a Lunedì 18 Settembre, mentre da quella data da un altro medico ( non è indicato il nome ) presso ambulatorio a Sant’Appolinare tramite appuntamento.
“Ora fra una cosa e l’altra – sottolinea Marco Venuto, già consigliere comunale – è passato quasi un mese e questi pazienti si trovano sballottati a destra e a manca senza aver ancora un medico di base.
Molti dei pazienti hanno patologie gravi che richiedono prescrizioni continue e assistenza anche domiciliare.
Buona parte dei pazienti sono anziani, e certamente non in grado di recarsi in Guardia Medica per ritirare ricette o per una semplice visita di routine.
Senza avere lo storico nessun medico è in grado di visualizzare le eventuali prescrizioni alle quali l’assistito ha diritto, finendo così per pagare medicinali per i quali avrebbero la somministrazione gratuita”.
Le domande di Marco Venuto fanno riflettere “Ora per quale motivo l’Ulss 5 non ha inviato le famose lettere informative di cessazione servizio in data congrua, essendo a conoscenza già dal mese di Luglio del pensionamento del Medico?
Perché in tali lettere non era riportato l’avviso di recarsi dal medico con un supporto tecnologico ( chiavetta USB) in modo che il paziente potesse scaricare la propria scheda clinica, mettendo così il medico subentrante nelle condizioni di svolgere serenamente il proprio lavoro?
Mentre i Dirigenti di Ulss ricevono premi legati alla produttività chi risarcirà i cittadini per il danno e i disagi subiti?
Ci sono malati oncologici, anziani disabili, che non possono permettersi simili situazioni”.
Grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale e la responsabile del Distretto 1, gli ambulatori medici ospitati in edifici comunali nelle frazioni, sono stati messi a disposizione a titolo gratuito. Ma la carenza di medici rappresenta una vera emergenza, ed è frutto di una gestione governativa pregressa totalmente fallimentare. Questo lo diciamo noi, ma siamo sicuri che anche Marco Venuto condivide.
Per affrontare l’attuale situazione l’ambulatorio di Sant’Apollinare è diventato la sede ambulatoriale con una equipe di Ulss 5 Polesana, che si rende disponibile per proseguire il servizio ai cittadini che non hanno più il proprio medico di base. (LEGGI ARTICOLO)
L’Azienda sta inviando le comunicazioni a tutti i pazienti interessati offrendo le informazioni necessarie per richiedere appuntamenti per le visite e per le consulenze mediche.
Ed al fine di abbreviare i tempi di ricevimento di tale lettera ai pazienti, sia della frazione di Sant’Apollinare che di Rovigo centro, l’Ulss 5 ha ottenuto la collaborazione di associazioni di volontariato di Rovigo, Bandiera Gialla, Uisp, Fiab. Queste associazioni hanno prontamente attivato i loro volontari ed organizzato la distribuzione della lettera, che sta arrivando a domicilio in questi giorni e fino a lunedì 18 settembre prossimo, ad oltre un migliaio di cittadini.
A tutti i volontari un sentito ringraziamento da parte del Sindaco, di tutta l’amministrazione comunale e delle altre istituzioni per la grande disponibilità dimostrata, sia nel tempo di pandemia sia in tutte le situazioni emergenziali e di bisogno, che hanno coinvolto anche la nostra cittadinanza.
“Questo lavoro sinergico tra le istituzioni ed il mondo del volontariato – afferma l’assessore al Welfare Mirella Zambello -, rappresenta anche una modalità per promuovere il senso civico e di solidarietà a tutti i cittadini”. Bene il lavoro dei volontari, apprezzabile lo sforzo del Comune di Rovigo, ma se le dimissioni di un medico creano un’emergenza è il momento di porsi delle domande serie. E le risposte non sono simpatiche.

















