ROVIGO – “La sanità polesana è in emergenza permanente e il sistema rischia il blackout”. È questo il grido d’allarme lanciato da FP CGIL e UIL FPL di Rovigo, che in una nota congiunta denunciano una situazione ormai “fuori controllo”, segnata da carenze di personale, servizi ridotti e crescente difficoltà di garantire l’assistenza ai cittadini.
“Le parole del Direttore Generale dell’Ulss 5, secondo cui ‘troppi dipendenti se ne vanno e non si fanno miracoli’, – affermano i sindacati – non sono una giustificazione, ma la conferma che il sistema è vicino al collasso”.
Le sigle sindacali elencano i principali punti critici: il depotenziamento del Pronto Soccorso e dell’area medica di Trecenta, la Radiologia di Adria costretta a turni notturni di pronta disponibilità e l’assenza dell’automedica Suem 118 ad Adria nelle ore notturne.
“Si tratta – spiegano Riccardo Mantovan (FP CGIL) e Cristiano Maria Pavarin (UIL FPL) – di un disegno che porta allo smantellamento progressivo della rete ospedaliera e territoriale del Polesine”.
La causa, secondo i sindacati, non è solo la scarsità di personale ma “una precisa scelta politica e gestionale che negli anni ha impoverito la sanità pubblica, spostando risorse verso il privato”.
Il rischio, denunciano, è che “il territorio polesano venga considerato non strategico”, con ospedali trasformati in “semplici contenitori di servizi minimi, privi di autonomia e di futuro”. Una prospettiva che definiscono “inaccettabile per una provincia già segnata da isolamento geografico, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accesso alle cure”.
FP CGIL e UIL FPL chiedono ora un intervento immediato della Regione Veneto e della Direzione dell’Ulss 5 Polesana con un piano straordinario di assunzioni, la riapertura dei servizi essenziali a Trecenta e Adria, il ripristino dei turni h24 in Radiologia e nei reparti di emergenza, e soprattutto “un confronto vero e trasparente con i sindacati e i sindaci del territorio”.
“La sanità pubblica del Polesine – concludono Mantovan e Pavarin – è un bene comune e un diritto dei cittadini, non un lusso da difendere solo a parole. Difenderla oggi significa garantire futuro, sicurezza e dignità al nostro territorio e ai lavoratori che ogni giorno, tra mille difficoltà, tengono in piedi un sistema ormai al limite”.













