Rossella Cendron (Le Civiche Venete): “La Regione spieghi come intende garantire il diritto alla salute ai veneti”

VENEZIA – Il Veneto continua a essere indicato come una delle regioni più attrattive d’Italia per la sanità, capace di richiamare ogni anno migliaia di pazienti da fuori regione. Ma dietro i numeri della mobilità sanitaria attiva si nasconde, secondo Rossella Cendron, una contraddizione sempre più evidente: mentre arrivano pazienti da altre parti d’Italia, molti cittadini veneti faticano ad accedere alle cure.

La consigliera regionale del gruppo Le Civiche Venete richiama i dati che parlano di oltre 53 mila ricoveri annui da altre regioni, a fronte però di una situazione critica per i servizi sanitari territoriali. In Veneto, sottolinea Cendron, circa 700 mila persone risultano oggi senza medico di medicina generale, oltre 10 mila sono in attesa di un posto in una casa di riposo e i servizi di salute mentale mostrano segni di forte sofferenza.

A questo quadro si aggiunge il crescente ricorso alla sanità privata, con la regione tra le prime in Italia per spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie, e una ferita ancora aperta come quella dell’inquinamento da PFAS, che ha coinvolto più di 400 mila cittadini esposti ad acqua contaminata, con effetti sanitari che continuano a pesare nel tempo.

Secondo la consigliera, non è sufficiente rivendicare le eccellenze ospedaliere o i risultati positivi della mobilità sanitaria. Un sistema sanitario pubblico, osserva, deve essere valutato prima di tutto sulla capacità di garantire cure accessibili, tempestive e di qualità a chi vive stabilmente sul territorio.

Per questo Cendron chiede all’assessore regionale alla Sanità e alla Regione Veneto di assumersi una responsabilità politica chiara, rendendo pubbliche le strategie e le azioni previste per affrontare nodi strutturali come la carenza dei medici di base, le liste d’attesa per anziani e persone non autosufficienti, il rafforzamento della salute mentale, il contenimento della spesa sanitaria a carico delle famiglie e la tutela delle popolazioni colpite dall’inquinamento ambientale.

“La mobilità sanitaria attiva non può diventare una foglia di fico – conclude Cendron – dietro cui nascondere le difficoltà quotidiane dei cittadini veneti. La sanità pubblica deve tornare a essere un diritto garantito per tutti, non un privilegio per chi può permetterselo”.

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