Dal mondo della scuola polesana si alza una richiesta di confronto e partecipazione. La Flc Cgil sostiene le prese di posizione di docenti, RSU e organi collegiali: "Gli studenti non sono numeri e la scuola non può essere governata solo da logiche quantitative".

ROVIGO – Il dibattito sulla riforma degli istituti tecnici assume nel Polesine un significato che va ben oltre una semplice modifica dell’ordinamento scolastico. Le prese di posizione arrivate in questi giorni da scuole, docenti e rappresentanze sindacali testimoniano come le scelte in discussione possano avere effetti concreti sull’offerta formativa, sull’organizzazione degli istituti e sul futuro degli studenti.

La Flc Cgil Rovigo guarda con attenzione alle lettere e ai documenti elaborati dai docenti e dalle RSU dei Licei Statali Paleocapa e Celio-Roccati di Rovigo, dell’Istituto di Istruzione Superiore Viola-Marchesini (LEGGI ARTICOLO), insieme al Consiglio d’Istituto del Liceo Paleocapa (LEGGI ARTICOLO), che hanno contribuito a portare il tema all’attenzione dell’opinione pubblica.

“Non siamo di fronte a una questione che riguarda singole discipline o interessi particolari”, afferma Piera D’Aloia, segretaria generale della Flc Cgil Rovigo. “La vera domanda è quale modello di istruzione tecnica vogliamo costruire per le nuove generazioni e quale ruolo intendiamo assegnare alla scuola pubblica nel futuro del Paese”.

Le criticità della riforma

Secondo il sindacato, le preoccupazioni espresse dalle RSU trovano riscontro nelle criticità evidenziate da tempo anche a livello nazionale. Tra queste figurano la riduzione degli spazi dedicati alle discipline di base, l’accorpamento degli insegnamenti, la contrazione di alcune aree formative e le possibili conseguenze sugli organici e sulla qualità complessiva dei percorsi di studio.

“La formazione tecnica non può essere ridotta a una risposta immediata alle esigenze del mercato del lavoro”, sottolinea D’Aloia. “Deve continuare a garantire una preparazione culturale, scientifica e professionale solida, capace di formare cittadini consapevoli e lavoratori qualificati”.

Il peso delle scelte sul territorio

In un territorio come il Polesine, queste decisioni assumono un valore ancora più significativo. Da anni il sistema scolastico locale deve fare i conti con il calo demografico, la diminuzione delle iscrizioni e le difficoltà che interessano molte aree periferiche.

“Ogni intervento che rischia di indebolire l’offerta formativa va valutato con estrema attenzione”, evidenzia la segretaria della Flc Cgil Rovigo. “In territori fragili come il nostro, la scuola rappresenta un presidio fondamentale e un elemento decisivo per contrastare i processi di spopolamento”.

La mobilitazione delle scuole

Particolarmente significativa, secondo il sindacato, è la mobilitazione che si sta sviluppando negli istituti della provincia. La lettera delle RSU del Viola-Marchesini e del Paleocapa, così come le decisioni assunte dal Collegio dei Docenti del Viola-Marchesini per chiedere il rinvio della riforma, rappresentano un esempio concreto di partecipazione democratica e responsabilità collettiva.

Le lavoratrici e i lavoratori della scuola hanno scelto di intervenire nel dibattito pubblico mettendo a disposizione la loro esperienza diretta e la conoscenza delle esigenze degli studenti, delle famiglie e delle comunità scolastiche.

“Quando il personale della scuola prende parola”, osserva Piera D’Aloia, “lo fa perché vive quotidianamente la realtà delle aule e dei laboratori. È una voce che merita di essere ascoltata e valorizzata”.

“Gli studenti non sono numeri”

La Flc Cgil condivide pienamente il messaggio che emerge dalle riflessioni espresse nelle scuole del territorio: dietro ogni iscrizione, ogni classe e ogni indirizzo di studio ci sono persone, famiglie, aspettative e progetti di vita.

“Gli studenti e le studentesse del Polesine non sono numeri”, ribadisce D’Aloia. “La scuola pubblica non può essere governata esclusivamente attraverso logiche di razionalizzazione o criteri quantitativi. È un investimento strategico per il futuro delle nostre comunità”.

Per il sindacato, le riforme che incidono profondamente sulla struttura del sistema scolastico devono essere costruite attraverso il dialogo, la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità educanti.

“Difendere la qualità dell’istruzione tecnica significa difendere il diritto allo studio, il valore del lavoro pubblico e il futuro del territorio”, conclude Piera D’Aloia. “Quando le RSU prendono parola non parla una categoria: parla la scuola reale. E la scuola reale oggi sta chiedendo di essere ascoltata”.

La Flc Cgil Rovigo conferma infine il proprio sostegno a tutte le iniziative che promuovono una scuola pubblica inclusiva, partecipata e capace di offrire alle nuove generazioni strumenti culturali, professionali e civili adeguati alle sfide del presente e del futuro.

Perché la scuola del Polesine, conclude il sindacato, non è un costo da ridurre, ma una risorsa da valorizzare.

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