ROVIGO – Ripristinare i fondi per contrastare la subsidenza e sostenere i Consorzi di bonifica alle prese con il caro energia. È questo l’obiettivo delle iniziative parlamentari presentate dalla deputata polesana del Partito Democratico Nadia Romeo.
La parlamentare ha infatti depositato due emendamenti, uno al cosiddetto “decreto bollette” e uno al “decreto Pnrr”, con l’intento di sollecitare il Governo a intervenire su un doppio fronte: da un lato il rifinanziamento del fondo nazionale per la lotta alla subsidenza, dall’altro il sostegno agli enti più esposti all’aumento dei costi energetici.
Secondo Romeo, il mancato rifinanziamento del fondo nelle leggi di bilancio 2025 e 2026 rappresenta un fatto senza precedenti, che rischia di lasciare scoperti territori particolarmente fragili come il Polesine.
A questo si aggiunge la pressione del caro energia, che colpisce direttamente i Consorzi di bonifica, impegnati quotidianamente nella gestione di impianti idraulici energivori, in un territorio che in alcuni punti si trova oltre tre metri sotto il livello del mare.
“Il funzionamento delle idrovore è fortemente dipendente dall’energia elettrica – evidenzia la deputata – e l’aumento dei costi rischia di avere ricadute pesanti sui bilanci, sottraendo risorse alle attività di manutenzione e gestione del sistema idraulico”.
In particolare, il Consorzio di bonifica del Delta del Po potrebbe registrare un aggravio di spesa significativo rispetto alle previsioni, con possibili effetti sulla tenuta complessiva del sistema.
La preoccupazione, sottolinea Romeo, è condivisa trasversalmente dal territorio: una petizione sul tema è stata infatti sottoscritta dai Consorzi di bonifica Adige Po e Delta del Po, da 50 sindaci, dai Gal, dalle associazioni di categoria agricole, da Confindustria e da numerosi ordini professionali.
Gli emendamenti chiedono quindi misure per stabilizzare la spesa energetica, migliorare l’efficienza degli impianti e rifinanziare il fondo dedicato alla subsidenza, considerata una criticità strutturale e permanente.
Una nuova sollecitazione al Governo, dunque, su un tema che intreccia sicurezza del territorio, sostenibilità economica e gestione delle risorse idriche, in un’area dove l’equilibrio idraulico non è un’opzione, ma una necessità quotidiana.
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