ROVIGO – Forte preoccupazione sul tema delle trivellazioni arriva da Coldiretti Veneto e da Coldiretti Rovigo. Un argomento complesso, che tocca da vicino un territorio fragile e delicato come il Polesine, già segnato in passato da scelte che hanno avuto pesanti ripercussioni ambientali e sociali e che richiede oggi, più che mai, valutazioni attente, oggettive e prive di semplificazioni.
“Siamo pienamente consapevoli che l’emergenza energetica sia ormai sempre più pressante per il Paese, per le imprese ed anche per le aziende agricole – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto e di Coldiretti Rovigo – ma non possiamo permetterci di ignorare le peculiarità del nostro territorio. Il Delta del Po vive tra un delicato equilibrio “terra-acqua”, conquistato a fatica nel tempo anche a seguito di eventi tragici, errori umani e sacrifici enormi”.
“La mano dell’uomo – prosegue Salvan – in passato ha troppo spesso forzato la natura e il Polesine ne ha pagato il prezzo. Oggi abbiamo strumenti scientifici, competenze e conoscenze molto più che in passato e la politica deve utilizzarli per evitare errori di valutazione, superficialità e scelte avventate quando è chiamata a prendere decisioni di portata strategica come quella sulle trivellazioni”.
“Stiamo ascoltando da mesi con attenzione e preoccupazione le posizioni della politica e delle istituzioni locali. Per questo rivolgiamo al Presidente Alberto Stefani un appello forte affinché la Regione del Veneto assuma il suo ruolo di garanzia, promuovendo un confronto basato su dati oggettivi, analisi indipendenti e valutazioni di lungo periodo, evitando letture parziali che rischiano di far sottovalutare gli impatti reali sul territorio.
In questo contesto, ci preoccupano in modo particolare le posizioni di Confindustria Veneto, che ci appaiono azzardate e tendono a privilegiare una visione di breve periodo legata solo ai costi energetici, senza tenere adeguatamente conto della fragilità ambientale, idrogeologica ed economica del Delta del Po.
Ridurre una questione così complessa a una semplice opportunità industriale significa non considerare i rischi concreti che ricadrebbero su comunità locali, agricoltura, pesca ed assetto idraulico del territorio.
Una decisione definitiva sulle trivelle, a nostro avviso, dovrà essere presa solo dopo un’attenta valutazione di costi e benefici, non solo economici, procedendo con la massima cautela e rispetto che il nostro territorio merita”.













