ROVIGO – Una mozione per affrontare il tema delle trivellazioni e dell’estrazione di idrocarburi in Polesine, con l’obiettivo di arrivare possibilmente a un documento unitario del Consiglio comunale dopo la riproposta della mozione . È quanto ha approvato all’unanimità il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia Rovigo, riunito nei giorni scorsi.
A comunicarlo è il presidente del circolo cittadino di FdI Matteo Zangirolami, spiegando che il gruppo consiliare presenterà formalmente la mozione in Consiglio comunale. Il coordinamento ha inoltre dato mandato al capogruppo Aniello Piscopo di avviare un confronto con le altre forze politiche per tentare di arrivare a una posizione condivisa.
«La mozione è stata approvata all’unanimità dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia – spiega Zangirolami – e verrà proposta dal nostro gruppo consiliare. Il mandato dato al capogruppo Aniello Piscopo è quello di mediare con gli altri gruppi per tentare di addivenire a un documento unitario sulla base dei contenuti della nostra proposta».
Il documento parte dal richiamo alla storia del territorio polesano, ricordando come l’estrazione di gas metano nel secolo scorso abbia provocato gravi fenomeni di subsidenza, in particolare la cosiddetta “subsidenza sommersa”, che ha modificato i fondali dei canali e complicato la gestione della rete idraulica del territorio.
Secondo la mozione, i costi per mitigare questi fenomeni ricadono oggi in larga parte sui consorzi di bonifica e sui cittadini, mentre il Polesine continua a svolgere un ruolo rilevante nel sistema energetico nazionale, ospitando impianti come il rigassificatore offshore al largo di Porto Levante, numerosi impianti da fonti rinnovabili e l’area dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini.
Nel documento Fratelli d’Italia ricorda anche il referendum del 2016 sulle trivelle, nel quale la maggioranza dei votanti si espresse contro le estrazioni, e la manifestazione svoltasi ad Adria il 21 febbraio, che ha visto la partecipazione di amministratori, cittadini e associazioni contrari alla ripresa delle attività estrattive.
La posizione contenuta nella mozione, tuttavia, non si limita a una contrarietà assoluta, ma introduce una linea più prudenziale. Il testo, infatti, chiede al sindaco e alla giunta di esprimere «ferma contrarietà all’avvio di nuove attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi» in assenza di precise garanzie sulla sicurezza del territorio.
In particolare, la mozione indica come condizione imprescindibile la presenza di evidenze tecniche e scientifiche indipendenti che dimostrino «senza equivoci la totale assenza di rischi idrogeologici e per la sicurezza idraulica», alla luce dei fenomeni di subsidenza registrati in passato.
Parallelamente, il documento impegna l’amministrazione comunale a sollecitare lo stanziamento di fondi dedicati al contrasto della subsidenza, soprattutto per la cosiddetta subsidenza sommersa, e più in generale per la sicurezza idrogeologica del territorio provinciale, costi che oggi ricadono in gran parte sui cittadini polesani.
L’obiettivo politico dichiarato da Fratelli d’Italia è quello di aprire un confronto con le altre forze presenti in Consiglio comunale, per verificare la possibilità di arrivare a una mozione condivisa sul futuro delle attività estrattive e sulla tutela del territorio polesano.

















