ADRIA (Rovigo) – L’avviso pubblico per il servizio di volontariato civico pubblicato dal Comune di Adria finisce al centro di un’interrogazione consiliare firmata da Enrico Bonato e Sandra Moda. Al centro della discussione c’è la possibilità di impiegare cittadini volontari, anche minorenni, in diversi uffici dell’ente: dalla Biblioteca alla Cultura, dal Teatro al Turismo, fino alla Pubblica Istruzione.
Il volontariato, secondo quanto previsto dalle linee guida approvate dalla Giunta con la delibera n. 138 del 16 luglio 2025, dovrebbe essere prestato a titolo gratuito, senza costituire rapporto di lavoro né titolo preferenziale per future assunzioni. Ma è proprio qui che si inseriscono i dubbi dei consiglieri.
Le attività indicate nell’avviso, osservano Bonato e Moda, sembrano in alcuni casi “non semplici compiti accessori, ma vere e proprie mansioni ordinarie dell’amministrazione”, con il rischio di “sostituire personale retribuito con lavoro gratuito, svilendo da un lato il ruolo dei dipendenti e dall’altro quello del volontariato, che per definizione dovrebbe essere integrativo, non sostitutivo”.
Nell’interrogazione vengono sollevati diversi punti: dalla mancanza di indicazioni chiare sulle modalità di selezione e vigilanza dei volontari, alla tutela dei dati personali trattati negli uffici, fino alla copertura assicurativa obbligatoria prevista dall’art. 18 del Codice del Terzo Settore.
Un altro nodo riguarda l’impatto dell’iniziativa sul personale comunale: non risulta, sostengono i consiglieri, una valutazione sugli eventuali effetti di sostituzione di mansioni che spetterebbero a lavoratori dipendenti.
La questione tocca un tema più ampio, che da anni attraversa gli enti locali: tra bilanci ridotti e carenza di organico, il volontariato rischia talvolta di diventare una soluzione-tampone. Una scelta che, se non gestita con limiti precisi, può trasformare un gesto civico in una forma di lavoro gratuito mascherato.
Bonato e Moda chiedono al sindaco Barbujani e alla Giunta chiarimenti su assicurazioni, selezioni, responsabilità e ambiti effettivi di attività. E pongono un punto politico netto: il volontariato civico, sostengono, va valorizzato dove aggiunge, non dove sostituisce.
La risposta dell’Amministrazione è attesa nelle prossime sedute di Consiglio.
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