ROVIGO – Nella storia dei 90 anni di rugby rodigino un elemento essenziale e caratteristico è stata la presenza di numerose famiglie di rugbysti, talvolta in grado di coprire più generazioni, una sorta di filo conduttore di una cultura e di un sapere di rugby che si è trasmesso di padre in figlio o attraverso zii e nipoti e che ha dato certamente un valore aggiunto alle squadre rossoblù. Tanto più laddove i membri di una famiglia furono longevi e capaci di portare a casa successi e titoli italiani.
In questo episodio i fari sono puntati sulle famiglie Battaglini – Malosti – Masiero, poi Cecchetto – Milani – Passadore e infine Biscuola – Bordon – Visentin.
Antonio Battaglini e Edmea Sturaro misero al mondo sei figli: Ugo, Maria, Francesco, Mario, Salute Romana e Benvenuto Ercole. Tre di loro furono grandi sportivi e rugbysti. Francesco “Checco” (1912 – 1991), protagonista dell’epopea pionieristica, fu una presenza costante negli anni bui della guerra e alla fine del conflitto, conquistando tre titoli italiani e giocando 72 partite in sette campionati di serie A. Detiene il record dell’esordio in nazionale a 36 anni, a Rovigo, Italia-Francia, il 28 marzo 1948. Mario “Maci” (1919 – 1971) fu protagonista dell’exploit giovanile del Rovigo nel 1939, conquistò due titoli italiani con l’Amatori Milano, tre con il Rovigo (90 presenze in sette campionati, realizzando 460 punti) e disputò tre campionati francesi con la maglia del Vienne (1947-48 e 1949-50) e con Tolone (1948-49). Solo cinque partite in nazionale italiana (18 punti), da allenatore vinse tre titoli italiani con le Fiamme Oro Padova, guidò Petrarca Padova, Treviso, Bologna, oltre al Rovigo e, per due partite, la nazionale italiana. Benvenuto Ercole “Renato” (1924 – 1941) fu buon pugile e giocò a rugby. Salì sul ring a 14 anni e a 16 esordì in serie A di rugby insieme ai fratelli maggiori, giocando tre partite e un’amichevole. Morì d’improvviso nella primavera del 1941 (foto qui sotto i tre fratelli Battaglini, 4 gennaio 1941 – da Rovigo città in mischia di L.Ravagnani).

Maria Battaglini sposò Dante Malosti ed ebbe tre figli: Giancarlo, Gastone e Maria Pia. Giancarlo (1928 – 2006), fu avviato al rugby dallo zio Maci, nel ruolo di terza linea ala, per 124 presenze (13 mete) in otto campionati, vincendo quattro titoli italiani dal 1951 al 1954. Si trasferì in Francia, disputando sette campionati con la maglia del Tolone e del Vichy. Sette presenze in nazionale (1 meta) dal 1953 al 1958. Morì a Tolone. Gastone Malosti sposò Maria Pia Masiero, figlia di Mario “Martin” Masiero (1913 – 1983), uno dei pionieri del rugby rodigino, in campo nelle prime partite del 1936 e uno dei soli tre “veri” bersaglieri nella squadra di Rovigo.
Alla fine del 1800 Vittorio Cecchetto, daziere presso la caserma Appiotti, e Carolina Finotti misero alla luce tredici figli. Da Emilio venne Benito Tito, massaggiatore del Rugby Rovigo negli anni ‘70. Da Luigia (detta Nina), venne Paolo, classe 1940, giocatore di basket a Rovigo, Cus Ferrara e Petrarca Padova e soprattutto Gastone, classe 1930 (foto qui sotto Gastone Cecchetto – p.g.c. Dorina Giunta),

rugbysta quattro volte campione d’Italia. Gastone divenne il marito di Franca Bertuolo, ed ebbe i figli Franco e Maria Grazia. Umberto Cecchetto generò Elia, classe 1922, giocatore di rugby nella Gil durante la guerra. Amalia Cecchetto (1893 – 1977) sposò a Rovigo, il 3 dicembre 1947, nella chiesa dei Santi Francesco e Giustina, Antonio Milani (1873 – 1955). Con il matrimonio, nonostante l’età avanzata di entrambi, vennero riconosciuti i figli Aldo, grande rugbysta pluricampione italiano con Rovigo e Treviso, e Fernanda, mentre Umberto, classe 1916, pioniere rossoblù, morì qualche mese prima del riconoscimento legale. Aldo Cecchetto Milani, anche lui in Liguria insieme al cugino Elia al momento dell’armistizio, sposò Vincenzina Zerbone il 2 ottobre 1943. Dalla loro unione nacque Gianni, tuttora residente a Imperia, a sua volta sposato con Nicla Fava e padre di Paolo e Ilaria Milani. Tornato a Rovigo nel dopoguerra, Aldo Cecchetto Milani ebbe un secondo figlio, Gianni, da Linda Schiesari. Aldo Milani morì il 29 gennaio 1965. Fernanda divenne moglie di Enzo Giunta generando sei figli tra cui Bruno, giocatore di rugby nel Bologna, Frassinelle e Villadose e Alberto, portiere dell’Udinese, e le sorelle Carla, Patrizia e Dorina. Bianca Passadore, sorella di Bruno, uno dei pionieri del rugby rodigino e uno dei tre veri Bersaglieri, divenne moglie di Achille Giunta, padre di Enzo, coniugato Fernanda Milani. Un altro legame di sangue veicolato dal rugby dei primordi.
Umberto Cecchetto (1916 – 1947) fu uno dei pionieri del rugby rodigino, 25 incontri con la Gil, 2 mete, e 7 presenze in serie A (tre insieme al fratello Aldo), 1 meta, ricoprì il ruolo di estremo implacabile in difesa e talvolta terza linea. Dal 6 aprile 1941 partecipò alla campagna dei Balcani. Nel dopoguerra non tornò al rugby e morì prematuramente di meningite.
Elia Cecchetto (1922 – ?), cugino di Umberto e Aldo, anche lui del quartiere di San Bortolo, esordì nel rugby il 19 ottobre 1941 nell’amichevole contro il Rugby Padova e disputò in seguito le varie amichevoli di dicembre e 4 incontri del campionato Gil 1941-42. Nel 1942 svolse compiti di difesa costiera in Liguria presso il confine francese. In pratica i due cugini Cecchetto, oltre a giocare a rugby con la Gil Rovigo, si ritrovarono insieme anche al fronte e in seguito sposarono le due sorelle Zerbone. Sbandato il 9 settembre, Elia venne catturato dalle truppe naziste a Torino e inviato in Germania ai lavori coatti fino al maggio 1945. Tornato a Pontedassio (Imperia) sposò Teresa Zerbone, sorella di Vincenzina, la moglie del cugino Aldo, e non tornò al rugby. Aldo Milani (1922 – 1965), nato in via Ghetto vecchio e cresciuto a San Bortolo alto (Corte delle Pignatte) si mise in luce già nelle prime partite che la neonata A.R. Rovigo giocò nel 1940-41, quindi a soli 18 anni. Nei due tornei seguenti, fu colonna portante della Gil Rovigo. Disputò 12 campionati con la maglia del Rovigo vincendo 4 scudetti dal 1951 al 1954, con 162 partite (218 punti). Nel 1952 fu mediano di mischia titolare della nazionale italiana nelle partite di Coppa Europa. Di professione barelliere, Aldo Milani divenne giocatore allenatore del Treviso, nella stagione 1955-56, conducendolo al primo storico successo nel campionato italiano di rugby. Allenò in seguito il Venezia e le giovanili rossoblù. Ad Aldo Milani venne intitolato nel 1974 un club della tifoseria organizzata e dal 26 gennaio 1975 anche il celebre torneo giovanile di rugby. Gastone Cecchetto (1930 – 2016), giocò mediano, centro ed estremo in 11 campionati col Rovigo, 154 presenze, vincendo 4 scudetti dal 1951 al 1954. Una sola presenza in nazionale ai Giochi del Mediterraneo del 1955.
Ludovico Biscuola (parente del maratoneta Tullio, olimpionico a Parigi nel 1924) sposò Lina Bordon, cugina da parte di padre di Vittorio Bordon, ed ebbero 5 figli: Sergio, Gabriella, Claudio, Luciano e Silvano. Sergio fu il primo a giocare a rugby, sebbene solamente a livello giovanile, disputando le finali della Coppa Cicogna nel 1948. Luciano e Silvano invece furono due colonne portanti del Rovigo del dopoguerra, anche loro originari del quartiere di San Bortolo. Luciano, classe 1936, tre volte campione d’Italia dal 1962 al 1964, mediano di mischia ma anche trequarti centro, inesorabile placcatore, un monumento del rugby rodigino, col fratello Silvano, indossò la maglia rossoblù dal campionato 1955-56 fino al 1973-74, giocando 275 partite (83 punti). Ha allenato il minirugby della Monti, le varie giovanili rossoblù ed è stato uno dei primi allenatori del rugby femminile ai tempi pionieristici delle Rose Rugby Rovigo. Sposato con Teresa Gamboni ha avuto due figli, Lorella e Paolo. Silvano (foto qui sotto),

classe 1941, tre volte campione d’Italia dal 1962 al 1964, ha giocato in molti ruoli dei trequarti ma anche in mischia, collezionando 145 presenze in 12 campionati di serie A (22 mete). Ha allenato il Rugby Badia e le varie giovanili rossoblù portandole al titolo italiano del 1970. Sposato con Luisa Munaro ha avuto le figlie Novella e Arianna. La famiglia Bordon ha intrecciato un legame con la famiglia Visentin, tramite l’unione tra Oscar Bordon (padre di Vittorio) e Maria Visentin, sorella di Gino, capostipite di generazioni di giocatori. Ma non è finita qui: Vittorio Bordon sposò Erminia Angeli ed ebbero i figli Luca e Paolo. Il fratello di Erminia, Angelo Angeli, ebbe una figlia, Marisa che dal matrimonio con Maurizio Ferro ha generato Matteo (foto qui sotto), l’attuale capitano del Rovigo, campione d’Italia nel 2016, 2021, 2023 e vincitore delle Coppe Italia 2020 e 2025.

A distanza di tre generazioni dunque un filo ovale continua a legare molte famiglie rodigine. Gino Visentin e la moglie Aurora Magnarello hanno allietato la natalità rodigina con nove figli, cinque fratelli e quattro sorelle. I ragazzi sono stati tutti rugbysti, a partire dal più anziano, Angelo, detto ‘Banana’ Visentin, classe 1949, mediano di mischia un monumento del rugby rodigino dopo 15 stagioni, 261 partite (191 punti segnati) e i titoli italiani del 1976 e 1979. ‘Banana’ vanta 23 caps con la nazionale italiana, un periodo come allenatore nei vari settori giovanili rossoblù e oggi è animatore degli Old. Sposato con Gigliola Simoncello, ha avuto due figli, Romina e Simone, anche lui nelle giovanili e nella seconda squadra rossoblù. Oscar, classe 1955, mediano di mischia potente e deciso placcatore, ha giocato tre stagioni con le Fiamme Oro e poi per 6 stagioni nel Rovigo, vincendo il titolo del 1979. Giorgio, classe 1960, trequarti centro del Rovigo, ha giocato 123 partite segnando 95 punti (14 mete) in 9 stagioni e vincendo i titoli del 1979 e 1988. Molto bravo anche nel rugby Seven, autentico jolly della linea dei trequarti (foto qui sotto Oscar, Giorgio e Angelo Visentin) Dario, classe 1961 tre quarti centro

in sole 18 partite, ha sposato Anna Piombo da cui ha avuto 4 figli, uno dei quali, Andrea (foto qui sotto), gioca attualmente mediano di mischia nella squadra del Rovigo con cui ha vinto i titoli italiani 2021, 2023 e la Coppa Italia 2025. Infine Paolo, classe 1966 ha giocato a rugby nelle giovanili rossoblù e poi a Villadose.

Gino Visentin e la sorella Maria sono stati i capostipiti di due famiglie di rugbysti di grande classe, talento e longevità nella storia rossoblù. Maria Visentin infatti fu la sposa di Oscar Bordon e insieme ebbero otto figli: cinque sorelle e i fratelli Pietro, Franco e Vittorio, classe 1934, terza linea di grande temperamento e generosità dentro e fuori dal campo. Vittorio “Biso” Bordon, classe 1934, vestì la maglia del Rovigo per 13 stagioni, giocando 150 partite (18 mete) e portando a casa tre titoli italiani dal 1962 al 1964.

La verve rugbystica di famiglia è permeata attraverso il fratello maggiore Pietro al nipote Stefano (1968), campione italiano col Rovigo nel 1988 e 1990, una stagione a Tolone, a Piacenza, Cus Verona, 29 caps e 2 Coppe del Mondo con la nazionale italiana. (foto qui sopra reperto Stefano Bordon (a sinistra) e Ciro Sgorlon all’arrivo a Durban, Coppa del Mondo 1995). Allenatore di Modena, Colorno, Alghero, Roma, Badia, Cus Genova, Crociati Parma.
Alberto Guerrini
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