ADRIA (Rovigo) – Sandra Passadore, capogruppo di FdI in consiglio comunale ad Adria, manifesta dispiacimento e preoccupazione per aver appreso del probabile imminente licenziamento volontario di due cardiologi, medici stimatissimi in città e non solo.
Ciò avviene a valle dell’interrogazione di Fratelli d’Italia presentata poco più di un mese addietro (LEGGI ARTICOLO). Con tale interrogazione ci esponevamo in consiglio comunale in questi termini:
“nel raccogliere la forte preoccupazione dei concittadini e nel contempo le doglianze relative al ridimensionamento oggettivo dei servizi ambulatoriali e diagnostici resi presso l’ospedale di Adria, l’anomalo funzionamento del Cup che fornisce sistematicamente disponibilità per visite in presidi diversi da quello adriese ed anche distanti oltre 70 km dalle abitazioni dell’utenza (spesso anziana), da ultimo le limitazioni relative alla cardiologia derivate da un pensionamento e la conseguente riduzione dei posti letto da 10 a sette per acuti prevedendone tre per la riabilitazione cardiologica,
si chiede
al sindaco ed alla giunta come intendano affrontare le problematiche sopra esposte, come si stiano documentando, con quali interlocuzioni e con quale esito rispetto all’iter di formazione delle schede ospedaliere. Quali iniziative intendono assumere volte a verificare e fugare il rischio di chiusura del punto nascite. Riferiscano circa il loro indirizzo polittico rispetto alle sorti dell’ospedale cittadino”.
Fratelli d’Italia stigmatizza la trasformazione dei posti letto cardiologici con quelli riabilitativi ad alza i fari sulla mancata copertura dell’imminente pensionamento di altro medico che comunque non è presente in struttura avendo ricevuto l’ordine di smaltire le ferie arretrate (più di 250 giorni…).
“E’ di questi giorni la notizia che sono state siglate alcune convenzioni con medici esterni per assicurare almeno le visite. Ovviamente a costi lievitati rispetto al personale interno che pure svolge le stesse mansioni con carattere continuativo.
Il cartello posticcio posto all’ingresso del reparto di cardiologia sembra voler descrivere il destino. Un destino che Fratelli d’Italia non è disposto ad accettare nel silenzio dell’indifferenza. Pretendiamo rassicurazioni” dichiara Passadore.
“Abbiamo chiesto in consiglio comunale delle risposte ed abbiamo ottenuto un informale incontro con il direttore generale (LEGGI ARTICOLO), ma tuttavia non c’è stata ancora fornita alcuna sostanziale risposta e/ o concreta rassicurazione.
Pretendiamo dal Sindaco e dalla sua maggioranza piena attenzione al tema ed una forte azione partecipativa nelle scelte relative alla nostra struttura ospedaliera.
Pretendiamo che si facciano accogliere da protagonisti nelle stanze dei bottoni per salvare l’ospedale cittadino ed i suoi servizi, bloccare la fuga dei bravissimi medici che vediamo andarsene chi per trasferimenti e chi per volontari licenziamenti.
Adria non è terreno di conquista per nessuno e non siamo disposti a cedere i servizi ed apicalità in favore di altre strutture distanti dalla città. Qui abbiamo strutture, strumenti, ma soprattutto medici stimati che amano il loro lavoro ed il nostro ospedale, che vogliono rimanere inseriti nel nostro territorio.
La politica con la P maiuscola riveda le proprie scelte e stia vicino ai cittadini preservando il diritto alla salute ed il diritto alla prevenzione della popolazione locale. Fratelli d’Italia vuole capire quale sia la visione di chi comanda sulle sorti dei tre ospedali pubblici della provincia di Rovigo, Adria Trecenta e Rovigo. Vogliamo comprendere se sia possibile un disegno che preveda il mantenimento di tutti e tre valutando di distribuire apicalità e concentrare servizi quali riabilitazione e lungodegenza ed altro.
Vogliamo rassicurazioni e risposte, vogliamo coinvolgimento del territorio nella scelte strategiche.
Confidiamo nella disponibilità del direttore generale Pietro Girardi a tornare in consiglio comunale per offrire alla città una concreta visione sul presente e futuro del nostro ospedale”.
















