A sorpresa l’architetto ha portato la sua città natale alla Milano-Cortina e racconta di “un’emozione che illumina il futuro”.

LENDINARA (Rovigo) — L’architetto Marco Lucchiari, già primo sindaco del consiglio comunale dei ragazzi di Lendinara, a sorpresa ha portato Lendinara alla Milano-Cortina e racconta di “un’emozione che illumina il futuro”.

Dice infatti Lucchiari: “Ci sono emozioni che non si dimenticano, perché parlano al cuore prima ancora che agli occhi. L’esperienza di essere stato tedoforo dell’ultima tappa milanese della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è una di quelle che segnano un percorso e che fanno riaffiorare il valore delle proprie radici. Lungo il tragitto, immerso nell’entusiasmo delle persone, ho sentito potente la forza dei valori olimpici: rispetto, unità, inclusione. E soprattutto la voce più importante di tutte: la pace di cui la fiamma è simbolo. In un tempo in cui i conflitti e le tensioni riempiono le nostre giornate, la fiamma è apparsa come un richiamo universale a ciò che davvero conta: costruire ponti, non muri; camminare insieme, non uno contro l’altro. Una luce che invita a sperare, e a credere che l’umanità possa ancora trovare vie comuni”.

Pur vivendo ormai da anni a Milano, Lucchiari non dimentica Lendinara e la comunità che lo ha visto crescere. Dagli anni da sindaco dei ragazzi a quelli da consigliere comunale, ha imparato il significato di partecipazione, di responsabilità e di impegno verso gli altri.

“Lo ammetto – aggiunge – mi sarebbe piaciuto correre con la torcia proprio a Lendinara, tra le vie in cui sono cresciuto e tra le persone che mi hanno accompagnato nei primi passi della vita pubblica. Sono comunque felice e grato per ciò che ho vissuto, e chissà… magari sarà per la prossima occasione, per le prossime Olimpiadi. Perché i sogni, quando si tiene accesa la fiamma giusta, trovano sempre una strada per tornare vicini a casa…ma la fiamma che conta davvero è quella che lasciamo accesa negli altri”.

U.M.B.

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