ROVIGO – Con riferimento ad alcuni articoli pubblicati sulla stampa, inerenti la segnalazione di un comitato locale che dichiarava “liste di attesa infinite a Trecenta, …. tempi biblici di attesa e appuntamenti fissati nel 2027” LEGGI ARTICOLO, il direttore generale appena insediato ha richiesto una verifica attraverso gli uffici interni in ordine alle attese per visite specialistiche, al fine di conoscere la situazione sul territorio.
“La verifica operata dall’Azienda restituisce una situazione ben diversa da quella segnalata, con riferimento all’anno in corso – evidenzia la direzione aziendale – ad oggi vi sono per tutto il territorio della Aulss 5, 273 prestazioni traccianti in attesa (ovvero quelle prestazioni, visite o esami considerati “sentinella” e rappresentativi della capacità di risposta del sistema sanitario) e 1.689 prestazioni non traccianti. Tra i controlli, le prestazioni in attesa riguardano le discipline per le quali vi è maggior difficoltà, su tutto il territorio nazionale, nel reclutare professionisti, per la nota carenza nel mercato del lavoro, si tratta ad esempio di oculisti, di medici esperti in ecografia e neurologi. Per quanto riguarda le prestazioni per le quali l’appuntamento risulta fissato nel 2027, dall’analisi dei dati risulta che queste prestazioni (traccianti e non) siano complessivamente per tutta l’azienda solo 47, delle quali circa la metà risulta essere rifiuto dell’utente di una precedente data proposta”.
“Per quanto limitate siano oggi le prestazioni in attesa di una prenotazione – commenta il Direttore Generale, dott. Mauro Filippi – confermo l’obiettivo di ridurre ulteriormente questo fenomeno. Non nascondo le difficoltà nell’assicurare le prestazioni entro la soglia prevista, ma la causa, non è certo da addebitarsi allo scarso impegno del personale come viene insinuato in alcuni commenti formulati sui social. I commenti gratuiti ed offensivi che ha generato il post sulla segnalazione del comitato locale sono inaccettabili – continua il nuovo Dg – li ho letti tutti e già posti all’attenzione del nostro ufficio legate per tutelare l’azienda ed i nostri professionisti. Invece di comprendere le difficoltà che si incontrano nel gestire milioni di prestazioni ogni anno e l’impegno del nostro personale, si fanno illazioni e affermazioni insensate e gratuite. Il nostro personale va difeso, sostenuto, apprezzato. Anche queste sono forme di aggressività verso gli operatori sanitari, perché le parole, le battute di pochi esagitati offendono tanto quanto una aggressione fisica. E allo stesso modo delle aggressioni fisiche l’Azienda condanna ogni forma di aggressione anche verbale, ed intende tutelarsi e difendere i propri i professionisti”.
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