ROVIGO – E’ stato presentato al pubblico il progetto agrovoltaico denominato Corte San Marco proposto dalla società badiese Agrovoltaica da realizzarsi nel Comune di Rovigo. Il progetto che è in attesa di ricevere le prime osservazioni da parte della competente commissione per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di competenza statale, a cui è stato sottoposto a gennaio 2022, prevede la realizzazione di un campo agrovoltaico di potenza installata pari a 49 MWp in terreni appartenenti all’azienda agricola Corte San Marco nel territorio comunale di Rovigo a Boara Polesine.
L’ambito interessato dal progetto ha un’estensione di circa 66 ettari, già inseriti in area agropolitana dal Ptrc della regione del Veneto, privo di alcun vincolo ambientale, attualmente utilizzato per coltura estensiva almente meccanicizzata.
I pannelli fotovoltaici saranno assemblati su strutture metalliche infisse a terra e dotate di tracker monoassiale per l’ottimizzazione della raccolta della radiazione solare e sarà dotato di un impianto di accumulo per poter immettere in rete energia elettrica anche al calare del sole.
Il progetto prevede la realizzazione di una viabilità esterna, che si svilupperà esternamente alla recinzione per accedere alla centrale elettrica del gestore della rete elettrica Terna utilizzando principalmente il sedime delle capezzagne esistenti, e di una pista interna, di ampiezza di circa 6 m tra il canale e l’impianto agrofotovoltaico.
In attesa delle osservazioni da parte del Ministero della Transizione Ecologica, sono state illustrate dai tecnici dell’azienda Agrovoltaica la localizzazione, il contesto energetico, il progetto, l’aspetto agronomico, l’impianto di accumulo e le analisi degli impatti ambientali.
I punti salienti illustrati hanno riguardato l’aderenza del progetto ai dettami del Pnrr, al Pniec ovvero il Piano nazionale integrato per l’energia ed il clima, ed al fatto che l’impianto è una risposta alla esigenza di contribuire alla produzione di energia da fonti rinnovabili per almeno 1,04GW.
L’impianto Corte San Marco consentirà di continuare l’attività agricola con colture del territorio, meno forzate e più rispettose dell’ambiente, con frumento, orzo, soia e 4 ettari destinati a prato fiorito per incrementare la biodiversità e favorire la produzione di miele in continuità con le colture attualmente praticate nell’area.
La distanza tra i filari dei pannelli è stata illustrata a 5,4 metri gli uni dagli altri, l’impermeabilizzazione del suolo è trascurabile, attorno al 2%, per la presenza dell’impianto di storage, mentre l’ombreggiatura prevista alle colture, variabile nel corso della giornata per la movimentazione dei pannelli solari, è tra il 15 ed il 30 per cento della superficie, con notevole risparmio d’acqua nei periodi siccitosi estivi.
Tutti gli aspetti ambientali illustrati dal pool di tecnici, da quelli derivanti dagli impatti in atmosfera, idrosfera, al traffico, all’acustica, alle vibrazioni, al paesaggio, alla dismissione o gli impatti per la salute umana, sono stati classificati tra l’impatto Nullo, per alcuni aspetti Trascurabile, Molto Basso e, nel peggiore dei casi, Basso per quanto riguarda l’impatto acustico in fase di cantiere essendo i pali dei filari vibroinfissi a terra, quindi senza la gettata di cemento, ma piantati con un macchinario battipalo che si utilizza in agricoltura per i vitigni o le coperture antigrandine dei frutteti.
La produzione di energia elettrica attesa è di circa 70.700.000 kWh/anno pari al consumo medio annuo di circa 19.250 famiglie.
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