ADRIA (Rovigo) – Le forze di minoranza di Impegno Bene Comune e Partito Democratico attaccano duramente la maggioranza guidata dal sindaco Massimo Barbujani sulle modifiche al regolamento del Consiglio comunale che, secondo opposizione, rischiano di comprimere il confronto democratico e ridurre gli spazi di rappresentanza.
Al centro delle critiche vi è l’intenzione della maggioranza di ridurre i tempi dedicati alla discussione consiliare e alle dichiarazioni di voto, scelta che IBC e Pd giudicano particolarmente grave in una consiliatura che, fin dall’inizio, non ha mai attivato le Commissioni Consiliari Permanenti previste dal regolamento comunale.
Secondo le minoranze, si tratterebbe di un doppio ridimensionamento degli strumenti democratici: prima la mancata istituzione delle commissioni, ora la compressione ulteriore dei tempi di parola in aula.
“Ridurre i tempi di discussione significa comprimere gli spazi di confronto democratico”, sottolineano i gruppi consiliari, evidenziando come le commissioni rappresentino uno strumento essenziale di approfondimento, controllo e partecipazione.
È infatti nelle commissioni che normalmente si analizzano gli atti, si ascoltano tecnici e uffici, si formulano osservazioni e si sviluppa un confronto più articolato sulle scelte amministrative.
Per IBC e Pd, la mancata attivazione di questi organismi, unita alle nuove modifiche regolamentari, rischia di trasformare il Consiglio comunale in un luogo di mera ratifica delle decisioni della maggioranza. “Il rischio è limitare il ruolo di rappresentanza e controllo che ogni consigliere esercita per conto dei cittadini”.
Nella nota congiunta, le opposizioni ribadiscono che il confronto democratico non costituisce un ostacolo all’azione amministrativa, bensì una garanzia di trasparenza, equilibrio istituzionale e tutela dell’interesse pubblico.
La critica si allarga inoltre alla più generale gestione della partecipazione cittadina, ricordando che non sarebbero mai state realmente valorizzate né le consulte tematiche delle associazioni né i comitati di quartiere e frazione. Un quadro che, secondo IBC e Pd, evidenzierebbe una progressiva riduzione degli spazi di partecipazione e ascolto.
Per questo motivo, le due forze chiedono:
- l’immediata attivazione delle Commissioni Consiliari Permanenti;
- un confronto aperto e condiviso sulle modifiche regolamentari;
- il pieno rispetto delle prerogative del Consiglio comunale e dei diritti di rappresentanza dei cittadini.
Nel documento emerge anche una critica politica più ampia alla gestione della maggioranza Barbujani. “Ogni tentativo di mettere il bavaglio alle voci dissonanti appare come un segno di debolezza”.
Secondo le minoranze, la qualità della democrazia locale si misura proprio nella capacità di garantire spazi reali di partecipazione, ascoltare le posizioni critiche e mantenere aperti i canali del confronto.
La questione del regolamento consiliare si inserisce così in un clima politico già segnato da tensioni sul ruolo delle opposizioni e sugli strumenti di partecipazione civica, perché amministrare è anche decidere, certo, ma decidere senza confronto somiglia spesso più a una scorciatoia politica che a una prova di forza istituzionale.

















