ADRIA Rovigo) – Oltre trenta sindaci, rappresentanti regionali, parlamentari e associazioni ambientaliste fianco a fianco, sotto l’insegna rimasta dell’ex filiale di BancAdria che recita ancora, quasi simbolicamente, “ambiente e territorio”. Adria è tornata in piazza oggi contro le trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, un incubo che in Polesine non è mai davvero passato.
Assente, però, il Comune capoluogo: nessun rappresentante istituzionale di Rovigo si è visto in corteo.
Un fronte compatto dal territorio a Roma
La manifestazione, promossa dal Comune di Adria, la porta del Delta del Po, con le associazioni ambientaliste capeggiate da Italia Nostra – con il presidente Fabio Bellettato – e dalla Rete dei comitati polesani a difesa dell’ambiente e della salute pubblica, rappresentata da Vanni Destro, ha visto una partecipazione istituzionale definita “importante” dagli stessi organizzatori.
Nel documento diffuso da Italia Nostra si ribadisce la “forte contrarietà alle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi”, con particolare riferimento alle aree del Polesine interessate da nuove concessioni. Il timore principale è quello di riaprire una stagione di subsidenza e abbassamento del suolo, con conseguenze sulla sicurezza idraulica e sull’equilibrio ambientale di un territorio già fragile.
Barbujani: “Porteremo la protesta al ministro”
In testa al corteo il sindaco di Adria, Massimo Barbujani.
“Siamo oltre 30 sindaci, insieme al nostro presidente della Provincia Enrico Ferrarese, rappresentanti romani, regionali, provinciali, un bel numero, sono più che contento – ha dichiarato –. Adesso dobbiamo portare questo messaggio sul tavolo del ministro Pichetto Fratin. Siamo molto preoccupati da quello che abbiamo letto sui giornali: oltre 30 concessioni giacenti sui tavoli del ministero per la ripresa delle estrazioni”.
Un ritorno sulle strade di Adria, a due anni dalla precedente mobilitazione, che testimonia come la questione sia tutt’altro che archiviata.
Regione Veneto: no alle trivelle in un territorio fragile
Dal palco di piazza Cieco Grotto è intervenuta anche la consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete), mentre tra i presenti figuravano esponenti di schieramenti diversi.
L’assessore regionale Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia), tra le esponenti rodigine più vicine al governo, ha chiarito la posizione: “Non siamo per il no a prescindere, ma siamo per il no a un’attività di trivellazione in un territorio come il Polesine, che ha già dato e sul quale vi sono evidenze scientifiche dei danni, non solo ambientali ma anche sulla sicurezza idraulica. Sono certa che il governo avrà la sensibilità di percepire le distanze del territorio”.
Netta anche la posizione dell’ex assessore regionale ai Parchi, oggi consigliere veneto della Lega, Cristiano Corazzari: “La Regione Veneto si è sempre posta in modo determinato contro queste attività. Abbiamo anche proposto un referendum. I vantaggi ipotetici sarebbero infinitamente inferiori ai danni per il Polesine e per tutta l’area costiera, dalla laguna di Venezia all’industria turistica. Il Parco del Delta del Po si è sempre opposto, anche con atti formali e ricorsi”.
Corazzari ha annunciato di aver presentato una mozione che conferma la contrarietà e di stare lavorando a un progetto di legge per la tutela delle aree fragili, con particolare attenzione al Delta del Po.
Nadia Romeo: “Invito la maggioranza a sostenere l’emendamento sulla subsidenza”
Presente anche la deputata rodigina del Partito Democratico Nadia Romeo, che ha ricordato le iniziative parlamentari già avviate: “C’è un emendamento al Milleproroghe sul rifinanziamento della legge sulla subsidenza. Invito i colleghi della maggioranza a sostenerlo. Sulle trivelle ho presentato un’interrogazione al ministro che non ha escluso la possibilità di nuove attività. Dobbiamo far sentire la voce del Polesine”.
Il ministro, ha riferito Romeo, ha risposto che “si valuterà, si studierà e poi si prenderanno decisioni”.
Dalla bonifica al No Pfas: un fronte largo
Tra i partecipanti anche Virginia Taschin, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, con sede a Taglio di Po, e l’ex assessore regionale Marialuisa Coppola, in rappresentanza del Comitato No Pfas nel Delta del Po, già contraria all’ipotesi dell’inceneritore di fanghi contaminati a Loreo.
Un fronte trasversale che unisce amministratori, tecnici, associazioni e cittadini, con un messaggio chiaro: il Polesine non può permettersi un nuovo capitolo di subsidenza e rischio idraulico.
Oggi Adria ha parlato con una voce sola. Non unanime, visto il silenzio del capoluogo, ma abbastanza forte da voler arrivare fino a Roma.
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