Non solo le critiche dei sindacati sulla forma di società che dovrà gestire gli Ats, ma anche il capogruppo di Rovigo Si Ama contesta l'idea di una azienda speciale

ROVIGO – Mentre i sindacati stanno dicendo: “Occhio: se scegli la forma sbagliata precarizzi i lavoratori e privatizzi un pezzo di welfare” (LEGGI ARTICOLO), interviene anche Federico Frigato, capogruppo della lista civica Rovigo si Ama, nel dibattito sulla scelta della forma giuridica dell’Ambito Territoriale Sociale (Ats) del Distretto 1. Secondo il consigliere, la posizione assunta dal Comune capoluogo appare “controcorrente” rispetto al resto del territorio e rischia di creare tensioni e incertezze, soprattutto tra i lavoratori coinvolti.

Per Frigato: “Rovigo sta facendo la solita cosa da Rovigo: andare fuori direzione e fare l’aristocratica della contraddizione. E il Sindaco ha detto cose che suonano male.”

Frigato ricorda che gli Ats, istituiti per rafforzare la programmazione e l’erogazione dei servizi sociali, saranno chiamati a gestire direttamente interventi e prestazioni rivolte ai cittadini. Per questo, la scelta tra azienda speciale e società consortile ha implicazioni significative sia sul piano amministrativo sia su quello occupazionale.

«La maggior parte dei Comuni coinvolti si sta orientando verso la società consortile, soluzione che offre maggiori garanzie sulla continuità del contratto pubblico e tutela meglio il personale», osserva. «Rovigo, invece, sembra propendere per la forma dell’azienda speciale, creando un evidente scarto rispetto al quadro territoriale».

Frigato si dice inoltre perplesso per alcune dichiarazioni del sindaco Valeria Cittadin, espresse durante l’ultima seduta consiliare, secondo cui “non sarebbe corretto determinare la scelta dell’ente in base al contratto dei dipendenti”. Per il capogruppo, questa posizione “minimizza la centralità delle persone che ogni giorno garantiscono i servizi sociali”.

«Non si tratta di una questione tecnica o astratta», sottolinea. «Parliamo di lavoratori che hanno superato concorsi, acquisito competenze, costruito un ruolo pubblico. Chiedere loro di accettare una modifica che potrebbe incidere su tutele e prospettive future significa mettere in discussione la solidità di un servizio essenziale per la comunità».

Frigato contesta infine l’idea che la forma consortile rallenti l’azione amministrativa: «Non è un tema di ‘mani libere’, ma di equilibrio tra efficienza e garanzie. Chi governa ha il compito di rispettare le regole del settore pubblico e il confronto democratico, anche quando risulta impegnativo».

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