Tre politici e due tecnici, il sindaco Giovanni Rossi nomina un esperto di finanza ed una dipendente dell'Ulss 6 alla guida della locale casa di riposo insieme ai riconfermati Tommaso Zerbinati, Daniele Rossi, Adino Rossi

BADIA POLESINE (Rovigo) – La montagna ha partorito il topolino, il sindaco di Badia Polesine Giovanni Rossi ha completato le nomine per il Consiglio di amministrazione della locale casa di riposo dopo l’anticipazione (LEGGI ARTICOLO) che avrebbe confermato la maggioranza dei consiglieri uscenti.

La citazione non deve sembrare assurda pensando alle vicende di questi mesi. Non si capisce, infatti, una così lunga attesa (il primo bando era scaduto il 31 agosto, poi spostato al 30 settembre), se alla fine il sindaco Giovanni Rossi ha atteso il 7 novembre per sciogliere le riserve e decidere di procedere con una sostanziale continuità rispetto al passato.

Dal centrodestra manca la rappresentanza in Cda di Fratelli d’Italia, e l’opinione pubblica badiese trovava improbabile la sostanziale continuità per via di una gestione criticata a diversi livelli tanto che, numeri certificati dal Revisore dei conti, evidenziano una situazione amministrativa prossima al commissariamento. Sono probabilmente bastate le giustificazioni dovute alla pandemia ed i 50 posti letto non occupati di cui ha parlato recentemente il presidente uscente, e riconfermato, Tommaso Zerbinati.

In attesa dell’annunciata conferenza stampa di mercoledì prossimo, nella quale il primo cittadino dovrebbe argomentare le motivazioni (ufficiali) delle scelte, più di qualcuno esprime già perplessità. Se è vero, come ha dichiarato il sindaco, che le opposizioni sono state coinvolte nella scelta del rappresentante di minoranza, al momento manca l’opinione di “Badia Domani” (il principale gruppo consigliare di minoranza che, col doppio dei voti di “Badia ci piace”, sarebbe stato d’accordo con la scelta).

Il nuovo Cda della Casa del Sorriso, nominato con l’odierno decreto sindacale, è composto da: Riccardo Grabbio (esperto di finanza), Adino Rossi consigliere di minoranza (accusato in piazza dal sindaco d’aver contribuito alla rovina dell’Ente), Daniele Rossi (vicepresidente uscente), Simonetta Turri (dipendente dell’azienda Ulss 6) e Tommaso Zerbinati (Presidente uscente).

Alla squadra è richiesto di sanare un buco di bilancio che sfiora i 900mila euro e rispondere alle ripetute relazioni negative del Revisore, oltre che invertire le sorti di una gestione che, eufemisticamente, non può che essere considerata poco fortunata. Nel mentre il Veneto da oltre dieci anni aspetta una riforma promessa e mai realizzata del settore.

Ugo Mariano Brasioli

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