ADRIA (Rovigo) – «Il rendiconto del bilancio di gestione 2025 certifica che la giunta Barbujani non riesce ad andare oltre l’ordinaria amministrazione». È un giudizio fortemente critico quello espresso dal consigliere comunale del Partito Democratico Giorgio Zanellato dopo l’approvazione del rendiconto, sul quale il gruppo dem ha votato contro.
Secondo Zanellato, il terzo anno di mandato avrebbe dovuto rappresentare il momento in cui definire e avviare le scelte strategiche destinate a caratterizzare l’ultima parte della legislatura. Una prospettiva che, a suo giudizio, non emerge dall’azione amministrativa dell’attuale maggioranza.
Il consigliere individua negli investimenti il principale nodo irrisolto. «Tutti concordano sul fatto che per rilanciare il Paese servano investimenti e anche Adria avrebbe bisogno di interventi concreti», afferma, indicando tra le priorità la manutenzione delle strade, la valorizzazione degli spazi pubblici, il miglioramento della qualità della vita nel capoluogo e nelle frazioni e il rafforzamento delle politiche culturali, scolastiche e turistiche. Secondo Zanellato, invece, l’amministrazione avrebbe scelto una gestione orientata esclusivamente alla conservazione dell’esistente.
Nel mirino finisce anche la scelta di non accendere nuovi mutui, rivendicata dall’assessore al Bilancio Federico Simoni. «Questo significa che non si realizzerà nulla di nuovo», sostiene l’esponente del Pd, che individua proprio nell’assenza di una visione di lungo periodo uno dei limiti principali dell’attuale giunta.
Zanellato osserva inoltre che la riduzione del debito comunale non rappresenterebbe una scelta politica qualificante, ma una conseguenza dei meccanismi normativi e contabili che regolano i bilanci degli enti locali. Anche il consistente avanzo di amministrazione disponibile, superiore a 1,4 milioni di euro, sarebbe in parte già destinato a coprire impegni di spesa precedentemente assunti.
Tra le criticità segnalate figura anche la gestione del patrimonio immobiliare comunale. Il consigliere cita in particolare il mancato recupero di strutture come l’ex Commissariato, gli uffici ex Inps di piazzale Lupati, alcuni spazi all’interno de “Il Porto” e la parte non ancora ristrutturata dell’ex mulino di Baricetta.
Sul fronte sociale, Zanellato accusa l’amministrazione di aver rinunciato o perso importanti opportunità di finanziamento nel corso del 2025, mentre sul Pnrr rileva una contraddizione tra le critiche rivolte dalla maggioranza ai professionisti incaricati della gestione dei progetti e quella che definisce una sostanziale inerzia amministrativa.
Un altro tema affrontato riguarda le entrate comunali. Secondo il consigliere, l’aumento delle sanzioni per violazioni al Codice della strada rappresenterebbe uno dei pochi margini di manovra dell’amministrazione, mentre cresce il problema della riscossione dei crediti e degli insoluti. Nel dibattito sul bilancio, Zanellato riferisce di aver sollecitato l’assessore Simoni sul tema della possibile adesione del Comune a future misure di rottamazione delle cartelle esattoriali relative ai tributi locali. Una prospettiva sulla quale si dichiara personalmente contrario, pur ritenendo che eventuali strumenti concessi dallo Stato debbano essere estesi anche agli enti locali.
Infine, il consigliere dem torna a sollevare perplessità sull’organizzazione interna dell’ente, evidenziando l’assenza da anni di un dirigente dedicato ai Servizi finanziari. Attualmente il ruolo è svolto dal segretario comunale, che ricopre anche l’incarico di responsabile anticorruzione. Una situazione che, secondo Zanellato, merita attenzione sotto il profilo dell’equilibrio tra funzioni di gestione e controllo.
Alla luce di queste considerazioni, il Partito Democratico ha espresso voto contrario al rendiconto di gestione 2025, giudicandolo insufficiente a delineare una prospettiva di sviluppo per la città.
«Adria attraversa una fase difficile – conclude Zanellato – e avrebbe bisogno di una guida capace di indicare una direzione chiara per il futuro. È proprio questo che oggi continua a mancare».

















