Il Partito democratico ritrova l'unità scaricando il segretario locale Giacomo Prandini da cui Graziano Azzalin prende le distanze e che non trova l'appoggio neppure del capogruppo Nello Chendi che rivolge parole di stima e di incoraggiamento al sindaco Edoardo Gaffeo ed alla sua giunta

ROVIGO – Si è concluso poco oltre le 23.30 il consiglio comunale di Rovigo che vedeva all’ordine del giorno la mozione sulla tenuta della maggioranza del sindaco Edoardo Gaffeo e della sua giunta.

Federico Saccardin ha presentato la mozione di fiducia ricordando che si sta andando verso il finale amministrativo e verso le nuove elezioni amministrative nel 2024.
“Creiamo le migliori condizioni per completare quanto fatto fino ad oggi anche dopo il prossimo appuntamento elettorale.
Si esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla giunta. Si afferma che è indispensabile una maggiore sincronizzazione in maggioranza in quanto si avverte una certa viscosità.
Si chiede l’adozione dal consiglio della mozione per la situazione straordinaria e imprevista, dopo la pandemia, l’aumento dei costi dell’energia. Inoltre gli incontri con i cittadini definiscono gli impegni futuri nel breve, medio e lungo periodo.
Ci serve l’approvazione della mozione per garantire massima garanzia di azione alla amministrazione a partire da piano del traffico, biciplan e piano del verde.

Serve garanzia di sostegno che consentano di raggiungere gli obiettivi presentati agli elettori. Serve unitarietà di azione politica”.

Saccardin ha quindi ricordato che il testo è stato leggermente emendato dal gruppo Pd rispetto a quanto presentato.

Damiano Sette: “Non comprendo il senso della mozione presentata dal consigliere Saccardin, salvo voler sottoporre al consiglio un elenco di cose che non hanno funzionato all’interno della maggioranza. Non stiamo a votare una mozione sul consumo di suolo, ma una mozione di fiducia verso una maggioranza che dovrebbe esserci già e nei pieni poteri di operare”.

Risponde la capogruppo della civica Gaffeo Elena Biasin: “Il perché è perché ne sentivamo la necessità a causa di commenti fuorvianti che sono pervenuti da parte della maggioranza. Non siamo qui a fare la conta, penso possa essere accolta anche da parte di chi non fa parte della maggioranza per perseguire gli obiettivi che come maggioranza ci siamo posti come consiliatura”.

Per Giorgio Osti la mozione è un esercizio di dialogo e democrazia. “C’è una competizione interna alla maggioranza. Questa è una esperienza positiva, ognuno vuole una fetta di potere, si crea una dialettica che non vogliamo essere distruttiva, ma va a far emergere tensioni in consiglio per evitare accordi sottobanco. Esperienza democratica, un atto simbolico che testimonia impegno reale e sincero al nostro sindaco ed alla giunta”.

Graziano Azzalin esordisce chiedendosi: “ma siamo su Scherzi a parte? Stiamo presentando una mozione che può ingenerare ulteriori polemiche? Ho riflettuto e penso sia stato giusto presentarla perché è giusto sapere se l’avete finita, se si va a casa, se il clima torna sereno, se l’amministrazione é legittimata, se é ancora autorevole rispetto alle sfide che ha davanti.
Dobbiamo mettere in condizione il sindaco e la giunta di amministrare.
Ci siamo fatti carico di questioni pesanti e che in parte abbiamo risolto, dalle piscine, all’Iras e si va verso una ripresa di normalità dopo la straordinarietà di due anni di pandemia. Tante cose da fare che chiamano in causa proprio il Pd, partito a cui appartengo. Abbiamo promesso una stabilità ed una coesione politica di chi ha l’onore di amministrare.
Su quel punto abbiamo assunto un impegno, ma una parte del partito accentua aspetti polemici. Il mio partito adesso deve decidere, adesso è al bivio: continuare con questioni e rivendicazioni oppure decidere di continuare ad essere protagonista con l’amministrazione in carica, senza volgari lettere a firma del segretario locale del mio partito.
Se c’è questa mozione qualche responsabilità politica ce l’ha anche lei presidente – ha rimarcato Azzalin rispondendo a Nadia Romeo che più volte ha richiamato il consigliere a non fare comizi e di rimanere in tema – che interrompe i consiglieri come il sottoscritto invece che tutelarli.

Un partito serio che non sia un partito particolare o familiare deve avere un altro modus operandi non quanto visto fino ad oggi. Ci siamo, facciamo politica, senza asprezze che longorano i rapporti, e dove la maggioranza dei nostri iscritti e degli elettori non si sentono rappresentati da un segretario locale che in maniera ignobile ha attaccato questa amministrazione con una lettera vergognosa.

Chiedo le dimissioni di questo segretario, prendo le distanze da questo Pd che non mi rappresenta, mi assumo le mie responsabilità politiche e ne riferirò in assemblea del partito a cui sono iscritto”.

Azzalin ha infine concluso dopo le numerose richieste della presidente Nadia Romeo ad interrompere il proprio comizio politico.

Aretusini urlando “vergogna” ha rimarcato più volte “avete esposto la città ad una figura indegna, non meritate di amministrarla”.

“Stima, fiducia e convinzione che il lavoro fatto è buono. 2023 anno decisivo, serve spirito positivo e sintesi in maggioranza” ha ricordato Saccardin, proponente la mozione.

Nello Chendi: Mi dispiace per il sindaco che deve sopportare questo tipi di ragionamenti. “Quello che ha scritto il segretario é solo opera sua, in partito ci sono meccanismi diversi. Ci sono più cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Il sindaco Edoardo Gaffeo in questi anni è migliorato molto in termini di ascolto. La mozione serve, è una mozione pro e non contro. Dobbiamo farcela, proviamo a farcela perché vogliamo fare, vogliamo aiutare il sindaco ed il problema non sono i posti in giunta. La maggioranza c’è e forza Edoardo”.

La mozione è stata approvata con 17 voti favorevoli, l’astensione del sindaco e 4 contrari.

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