Per i Dem la scelta del primo cittadino sarebbe una questione di opportunità per sottrarsi dalla richiesta di una commissione d'inchiesta sulla gestione delle piscine. Nessuna responsabilità da parte loro di aver "staccato la spina" all'amministrazione
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ROVIGO – “Il disegno era diverso, quel documento non voleva e non doveva portare alle dimissioni del sindaco Gaffeo, così è solo scappato al confronto, ha fatto le sue valutazioni e si è accorto che gli conveniva di più dimettersi“.
Non vuole sentire ragioni il segretario provinciale del Pd Angelo Zanellato in merito alla “logica conseguenza” che un documento politico del Pd di Rovigo, denominato “Fine Gaffeo” (LEGGI ARTICOLO) in cui si annuncia l’uscita dalla maggioranza degli iscritti del Pd, allargato anche al gruppo consiliare, almeno Azzalin e Salvaggio, avrebbe portato alle dimissioni del sindaco.

Ha fatto tutto da solo, noi non siamo responsabili delle sue dimissioni (LEGGI ARTICOLO)” afferma Zanellato secondo cui non si può fare analogia con quanto già successo in passato quando Gaffeo si dimise per mancanza della maggioranza e poi ritirò le dimissioni alla luce di un documento sottoscritto da tutti i consiglieri Pd che garantivano il sostegno all’amministrazione comunale (LEGGI ARTICOLO).

Gaffeo, voleva impossessarsi del Pd, per il suo simbolo. Ha cercato di farlo commissariare.
Il centrosinistra è il Pd, senza Pd non c’è un centrosinistra
” hanno afermato il segretario locale Giacomo Prandini, il capogruppo Nello Chendi e Nadia Romeo, ex presidente del consiglio comunale che ha rassegnato le proprie dimissioni all’aula al termine del consiglio comunale coincidente con le dimissioni del sindaco.

Sono stata eletta a presidente del consiglio con voto bipartisan, venendo a mancare l’accordo di maggioranza, come espresso nel comunicato del Pd di Rovigo, ho rassegnato le dimissioni all’aula, al termine dell’ultimo consiglio comunale.
Quando deciso mercoledì sera, con l’invio del comunicato, è il seguito di quanto approvato l’estate scorsa. Non avremmo mai proposto una mozione di sfiducia, non avremmo mai fatto una richiesta di dimissioni al sindaco, ma il gruppo consiliare Pd avrebbe richiesto una commissione d’inchiesta su come l’amministrazione Gaffeo ha gestito il nodo piscine visto che, a sentir loro, andava tutto bene, ed invece, con la chiusura del polo abbiamo toccato il fondo.

Mi sembrava istituzionalmente corretto dare le dimissioni al consiglio visto che il partito esce dalla maggioranza, quindi mi sono dimessa” conclude Romeo.

Prese le distanze dall’ex alleato, oggi potenziale avversario politico alle prossime elezioni comunali, vista la possibilità per Edoardo Gaffeo di ricandidarsi, ma questa volta senza il Pd, Romeo insiste nel puntare il dito verso il sindaco dimissionario.

“Abbiamo fatto sempre proposte. Non c’è una vittima, non c’è un sindaco in scacco dal Pd, la narrazione deve cambiare – afferma Romeo – “Alzate la mano altrimenti mi dimetto” diceva Gaffeo alla sua maggioranza, la misura ormai è colma, non potevamo stare zitti ulteriormente, abbiamo detto, nero su bianco che da oggi in poi non funziona più così. Come Pd non siamo più in maggioranza.

Quali sarebbero stati poi i ricatti, le minacce o i giochini di cui si lamenta il sindaco? Dovrà chiarire queste accuse, riprese anche dal suo “amico” Lorenzoni (LEGGI ARTICOLO)”.

Per Romeo non c’è stato alcun ricatto fatto al sindaco, ma anzi il Pd ha subito ricatti. “Emblematica la questione tribunale: se non fate come dico mi dimetto, oppure su Iras, ha chiesto le firme altrimenti si sarebbe dimesso, siamo a luglio 2023 – continua Romeo – Lui scambia la libertà di pensiero e di voto con un ricatto” conclude.

“Siamo stati un anno senza assessore dopo le dimissioni di Patrizio Bernardinello, noi del Pd abbiamo dimostrato che non abbiamo mai chiesto poltrone, anzi ne abbiamo lasciate” aggiunge Chendi.

Ultimo esempio di assoluta mancanza di condivisione il bando per l’affidamento delle piscine, una novità appresa in un consiglio comunale da cui il sindaco non si è nemmeno presentato per evitare di rendere conto di quanto male sia stata tratta la questione con l’attuale gestore, probabilmente abusivo, sicuramente moroso. La questione è chi si fida più di questi? Non è che stanno cercando di scaricare le responsabilità dei tecnici su di noi consiglieri?

Noi avremmo richiesto la commissione di inchiesta per rispondere del mancato versamento di Rhodigium nuoto verso il Comune dal momento successivo al saldo alle banche di quei 5,6 milioni di euro di Veneto Nuoto che abbiamo votato in consiglio” afferma Chendi. “Lo sapeva e si è dimesso”.

Il carnefice del Pd è stato Gaffeo, aveva anche chiesto le mie dimissioni per una battuta sullo stile della sua conduzione politica della maggioranza, quando già a settembre del 2019 lo definii simile a Matteo Salvini” ricorda Chendi.

Voleva far commissariare il nostro partito perchè nella coalizione di centrosinistra che lo ha sostenuto l’unico partito siamo noi del Pd. La direzione del Pd, eletta nel congresso, siamo noi. C’è una minoranza, fa riferimento all’ex deputato Crivellari, ma vale un 10%” conclude Chendi.

Raccontano una verità diversa – conclude Romeo – una presunta verità raccontata in questi giorni dal sindaco e dal Forum, una ricostruzione che evita di accennare la volontà di inserire in organico comunale un nuovo dirigente all’urbanistica ed all’edilizia spezzando le competenze dell’attuale dirigente unico Scalabrin.

Raccontano solo quello che vogliono, non rispondono mai nel merito, usano la macchina del fango contro il Pd perchè fin da subito Gaffeo ha lanciato una Opa (offerta pubblica di acquisto) sul partito, tanto per parlare nel linguaggio del professore di economia di Trento di cui ci siamo fidati e che abbiamo candidato a primo cittadino di Rovigo, facendolo eleggere” conclude Romeo.

“Cercheremo una persona che sappia lavorare in squadra, non utilizzeremo mai, come hanno fatto loro, la macchina del fango” dichiara in conclusione Prandini in merito al futuro candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni comunali.

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