L'area è stata acquistata da una impresa vicentina, cosa cambierà per i lendinaresi? Se lo chiede l'ex sindaco Clara Grossi che ripercorre la storia recente dell'ex zuccherificio

LENDINARA (Rovigo) – L’ex sindaco Clara Grossi interviene per dire la sua sulle dichiarazioni fatte da Luigi Viaro nell’ultima seduta del Consiglio comunale sull’acquisizione dell’area dell’ex zuccherificio da parte di un imprenditore vicentino (LEGGI ARTICOLO).

L’ex sindaco sostiene che Viaro ha dato una versione politica dell’acquisizione, ma che poco o nulla ha detto dal punto di vista dell’utilizzo urbanistico, rimandando a un prossimo incontro con la nuova proprietà il capire cosa si stia progettando.

“Mi sia consentito, però, ricordare la vera storia della vasta area a ridosso del centro città, di là della linea ferroviaria e che confina con l’area ex Cop”, spiega Grossi, secondo la quale chi ha acquistato ha partecipato a un’asta pubblica in seguito ad un fallimento, ma la Lendifin non è fallita. “La Lendifin srl – continua l’ex sindaco – è stata chiusa per consiglio del comune dopo il 1995 e l’area è stata venduta, con l’intermediazione di persona conosciuta, alla Bassano Grimeca e quindi l’area è, ovviamente, finita nel fallimento della Bassano Grimeca”.

È necessario chiarire quest’aspetto così importante, anche perché nella sede municipale, da qualche parte, deve esserci un fascicolo, sicuramente voluminoso, attinente alla storia della Lendifin srl.

“È opportuno ricordare, per chi non lo sapesse, che la società era costituita da Comune di Lendinara, provincia di Rovigo e Consorzio per lo sviluppo le cui decisioni, per quanto riguardava il 33 per cento della società, cioè la parte del comune, sono sempre passate per il consiglio comunale di cui ovviamente ci sono i verbali”. L’ultima volta in cui Clara Grossi si è occupata di quell’area, risale a gennaio 2009 e allora, in una nota fatta pervenire ai consiglieri comunali, parlava di “…un’ultima occasione persa per lo sviluppo della città”. Da allora si può dire che il mondo sia radicalmente cambiato, anche se quell’area era e rimane strategica per la città di Lendinara.

Partendo dal presupposto che non arriveranno industrie, che le aree residenziali non mancano e molte case risultano invendute in un paese in calo demografico e sperando non si pensi a un dormitorio per lavoratori della logistica, – prosegue l’ex sindaco – l’acquisitore deve sapere che al di là della destinazione urbanistica ci sono state in passato e mi auguro anche ora, delle attese per l’area oggi ridotta a fitta boscaglia”.

“La città di Lendinara – prosegue il documento – ha bisogno di utilizzare quell’area per creare attività del tempo libero e non solo, che attirino famiglie e persone nel raggio di un centinaio di chilometri e che poi si portino per acquisti nel centro”.

Un dato su tutti da ricordare è che l’acquisitore dell’ex zuccherificio “… trova un’area completamente bonificata dall’amianto, bonifica effettuata a spese del pubblico, e le spese non sono state di poco conto”, sottolinea ancora Grossi, che si dichiara dispiaciuta per la mancanza d’interesse di qualche imprenditore polesano per quello poteva essere un polo di attrazione per l’intero Polesine.

“Mi auguro che su questo argomento si apra un dibattito con la città e che non siano assunte decisioni così importanti per il futuro nel chiuso del “palazzo” senza un confronto con i lendinaresi, commercianti e ristoratori in primis e non solo” conclude l’ex sindaco di Lendinara.

Ugo Mariano Brasioli

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