Il primo cittadino invitato al Seminario Arcivescovile per raccontare il modello amministrativo sviluppato nel comune rodigino. Al centro dell'incontro il Manifesto “Organizziamo la Speranza” promosso dalla Diocesi di Bologna
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

SAN BELLINO (Rovigo) – Dalle campagne del Polesine alla platea dei sindaci della Città Metropolitana di Bologna. È stata un’esperienza di grande rilievo istituzionale e umano quella vissuta dal sindaco di San Bellino Aldo D’Achille, chiamato a portare la propria testimonianza amministrativa al Seminario Arcivescovile di Bologna nell’ambito del percorso promosso dalla Diocesi guidata dal cardinale Matteo Maria Zuppi.

L’incontro, culminato con la presentazione e la sottoscrizione del Manifesto “Organizziamo la Speranza”, ha riunito il sindaco di Bologna Matteo Lepore e circa cinquanta sindaci dell’area metropolitana bolognese, impegnati da mesi in un percorso di confronto sul ruolo delle istituzioni e della politica nella costruzione delle comunità.

Tra gli ospiti chiamati a intervenire anche Aldo D’Achille, sindaco del piccolo comune polesano di poco più di mille abitanti, già noto a livello internazionale per il riconoscimento ottenuto nel 2021 con il World Mayor Community Award.

Come riportato nel programma ufficiale dell’evento, D’Achille è stato intervistato nel corso della mattinata sul tema del Manifesto “Organizziamo la Speranza”, documento nato da un anno di lavoro condiviso tra amministratori locali e Diocesi di Bologna e destinato a diventare uno strumento di riferimento per le amministrazioni del territorio metropolitano.

«Non immaginavo che l’esperienza maturata nel nostro piccolo Comune di San Bellino potesse diventare oggetto di riflessione e confronto per una delle realtà amministrative più importanti del Paese», ha commentato il sindaco al termine della giornata.

A intervistarlo è stato Luca Vignoli, sindaco di Castel Maggiore, all’interno del percorso formativo “Cose della Politica”, promosso dalla Diocesi di Bologna per approfondire le quattro grandi direttrici indicate da Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium: il tempo superiore allo spazio, l’unità che prevale sul conflitto, la realtà più importante dell’idea e il tutto superiore alla parte.

Più che i singoli risultati amministrativi, a suscitare interesse è stato il metodo sviluppato a San Bellino in questi anni. Un modello fondato sulla partecipazione della comunità, sulla sperimentazione e sulla capacità di guardare oltre le soluzioni tradizionali.

Slide 1
Slide 2
Slide 3
Slide 4
Slide 5

«Mi è stato chiesto di raccontare non soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto la convinzione che amministrare significhi guardare oltre l’immediato, costruire comunità, mettere al centro le persone e avere il coraggio di percorrere strade nuove quando quelle tradizionali non bastano più», ha spiegato D’Achille.

Un approccio che ha portato il comune polesano a distinguersi negli anni per diverse esperienze innovative, dalla digitalizzazione dei servizi fino ai recenti progetti sperimentali legati all’intelligenza artificiale (LEGGI ARTICOLO) e alla partecipazione civica.

Nel corso della giornata il cardinale Matteo Maria Zuppi ha presentato ufficialmente il Manifesto “Organizziamo la Speranza”, sintesi del lavoro sviluppato insieme agli amministratori locali e destinato a essere discusso e adottato nei consigli comunali dei comuni della città metropolitana bolognese.

Per D’Achille il riconoscimento ricevuto rappresenta soprattutto il risultato di un lavoro collettivo. «Considero quanto vissuto non come un traguardo personale, ma come il riconoscimento di un percorso costruito insieme alla comunità. In questi anni abbiamo trasformato idee in progetti concreti, difficoltà in opportunità e visioni in azioni amministrative».

Il sindaco ha voluto ringraziare gli organizzatori del percorso, in particolare monsignor Stefano Ottani, don Matteo Prodi e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

Da Bologna, D’Achille torna con una convinzione ancora più forte: «Anche dai piccoli comuni possono nascere esperienze capaci di parlare a territori molto più grandi. Il valore di un’idea non dipende dalla dimensione del luogo in cui nasce, ma dalla sua capacità di migliorare la vita delle persone».

Un messaggio che, dal piccolo comune di San Bellino, ha trovato ascolto nel cuore di una delle più importanti realtà amministrative italiane. Perché, come dimostra questa esperienza, l’innovazione amministrativa e la costruzione di comunità non sono una questione di dimensioni, ma di visione.

One Comment
  1. zuppi=delfino di bergoglio..quello che diceva agli altri cosa fare,e a NON farle era lui il primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie