MESTRE (Venezia) – Due elettrocardiogrammi eseguiti nella stessa giornata in farmacia si sono trasformati in due interventi sanitari tempestivi che potrebbero aver evitato conseguenze ben più gravi. È accaduto a Mestre, dove la farmacia “Ai Due Delfini d’Oro” ha individuato, attraverso due ECG, importanti anomalie cardiache che hanno reso necessario il ricovero urgente dei pazienti nel reparto di Cardiologia.
L’episodio, avvenuto lo scorso 1° luglio, conferma ancora una volta il ruolo sempre più centrale della farmacia dei servizi all’interno del sistema sanitario. La possibilità di effettuare elettrocardiogrammi in farmacia rientra infatti tra le prestazioni che la Legge di Bilancio 2026 ha reso una componente strutturale del Servizio Sanitario Nazionale.
Nel primo caso, un paziente che lamentava da alcuni giorni difficoltà respiratorie e dolore al petto ha deciso di sottoporsi a un controllo nella farmacia vicino a casa. L’ECG ha evidenziato una fibrillazione atriale in corso e, grazie all’immediata collaborazione tra i farmacisti e il cardiologo collegato tramite telemedicina, il paziente è stato indirizzato senza perdere tempo al Pronto Soccorso, dove è stato successivamente ricoverato in Cardiologia.
Poche ore dopo, nella stessa farmacia, un secondo paziente, affetto da ipertensione, dopo aver rilevato autonomamente valori pressori elevati e un battito cardiaco accelerato, ha richiesto un controllo. Anche in questo caso l’elettrocardiogramma ha evidenziato una aritmia cardiaca. Grazie alla tempestiva valutazione condivisa tra farmacisti e cardiologo, il paziente è stato inviato con urgenza al Pronto Soccorso e ricoverato nel reparto di Cardiologia.
Numeri alla mano, il servizio è ormai una realtà consolidata. Secondo i dati di Federfarma Veneto, pubblicati nel febbraio scorso, nel corso del 2025 le farmacie della regione hanno erogato oltre 57 mila prestazioni senza costi per i cittadini. Di queste, circa 30 mila hanno riguardato servizi di telecardiologia, tra ECG, Holter pressori e Holter cardiaci.
«Situazioni analoghe capitano spesso nelle farmacie del Veneto, ma è significativo individuarne due nello stesso giorno e nella stessa farmacia», sottolinea Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto. «Questi episodi confermano il ruolo centrale delle farmacie come primi presìdi sanitari, non solo per la loro capillarità sul territorio, ma anche per l’efficienza e la professionalità garantite in collaborazione con gli specialisti.»
Bellon evidenzia inoltre come questi servizi rappresentino un vantaggio anche per il sistema sanitario: «Non comportano costi fissi per la pubblica amministrazione e consentono di ridurre le liste d’attesa. Sono facilmente accessibili e permettono di intercettare quei cittadini che spesso rinunciano ai controlli a causa delle lunghe attese o della distanza dalle strutture sanitarie.»
Il presidente di Federfarma Veneto richiama infine l’attenzione sulla situazione regionale: «Le farmacie sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e la Legge di Bilancio 2026 ha destinato 50 milioni di euro alla farmacia dei servizi. Tuttavia, in Veneto non è ancora partita la telemedicina in convenzione e, ad oggi, queste prestazioni vengono erogate esclusivamente in regime privatistico.»

















