Estate 2022: siccità e alte temperature. Come ha risposto il Consorzio Adige Po

Chi non era organizzato per accedere all’irrigazione di soccorso ha perso il 100% delle colture in provincia di Rovigo, il presidente del Consorzio Adige Po Roberto Branco spiega gli interventi effettuati e quelli necessari per far fronte alla siccità

ROVIGO – “L’estate da poco conclusa ha presentato criticità importanti per il nostro territorio, in particolar modo per la produzione agricola e in generale per gli equilibri ambientali. Nonostante le alte temperature e la mancanza di piogge nei mesi estivi, grazie all’irrigazione di soccorso siamo riusciti a salvare il 70% delle colture, un dato da evidenziare perché frutto di un lavoro puntuale e costante, che portiamo avanti da anni in sinergia con gli agricoltori locali.
Purtroppo la riduzione del 30% è conseguenza delle temperature sopra alle medie stagionali per le quali non abbiamo strumenti”.

Il presidente del Consorzio Adige Po Roberto Branco commenta con queste parole il momento critico legato alla siccità dell’estate appena passata.


Chi non era organizzato per accedere all’irrigazione di soccorso ha perso il 100% delle colture.
Da non sottovalutare l’estensione del territorio sul quale ci troviamo a lavorare: il nostro Consorzio gestisce un’estensione di 120mila ettari di terreno, con una rete di 2.000 km di canali.
Il Polesine abitualmente viene mantenuto in asciutta tramite le pompe idrovore: fino a Villadose siamo sotto al livello del mare, il resto del territorio si trova sotto al livello dei fiumi.
Normalmente la soglia minima di portata del Po a Pontelagoscuro è di 450 metri cubi al secondo contro una portata media storica di circa 1500 mc/s, quest’estate siamo arrivati a meno di 100 metri cubi al secondo, un record negativo storico, che era stato preceduto nel 2006 con 180 mc/s.

Anche il Fiume Adige ha mantenuto per lunghi periodi portate ben inferiori agli 80 mc/s a Boara Pisani nei mesi di aprile, luglio ed agosto scendendo fino a 30 mc/s rendendo inofficiose alcune derivazioni di acqua irrigua”.


“Per rispondere alla crisi il nostro personale – ha spiegato  Roberto Branco – ha messo in atto delle soluzioni tecniche al fine di trattenere l’acqua, evitando di portarla a mare, per metterla invece a disposizione sia dell’agricoltura che dell’ambiente circostante.
Nonostante le criticità non abbiamo mai operato in emergenza: da anni lavoriamo per rispondere ai cambiamenti climatici, garantire la sicurezza idraulica ai cittadini e l’approvvigionamento idrico agli agricoltori, a beneficio di tutto l’ambiente.
Per far fronte alla siccità il Consiglio di Amministrazione del Consorzio nel mese di marzo ha deciso di anticipare la campagna irrigua di 15 giorni, permettendo agli agricoltori di seminare in tranquillità.
Inoltre, abbiamo lavorato alacremente nel solco dell’efficientamento energetico: quest’anno, nonostante il surplus di lavoro, siamo riusciti a mantenere gli stessi consumi del 2021, pari a 13 milioni di kilowattora.”


“Nella nostra visione futura c’è l’ampliamento del sistema di invasi, che garantirà una risposta ai cambiamenti climatici e, di conseguenza, a tutte le necessità in termini ambientali: ricordiamo che il mantenimento di canali pieni d’acqua non rappresenta un beneficio solo per l’agricoltura ma per tutto l’ecosistema.
Noi pensiamo di aver fatto la nostra parte, sia in termini di sicurezza idraulica che di approvvigionamento idrico, a vantaggio di tutta la collettività. Ora il testimone passa alle istituzioni, Regione in primis, ma anche Stato, perché i costi energetici non possono ricadere interamente sulle spalle dei contribuenti.
Il 27 ottobre abbiamo organizzato un Convegno insieme al Consorzio Delta Po, presso il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin: in questa sede presenteremo le nostre nuove proposte.”

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