Il ballottaggio di Rovigo visto da un nobile rivoluzionario

Contro l'avanzata della destra il centrosinistra rodigino avrebbe dovuto correre unito, ma non è troppo tardi per arginare la "voglia di freschezza e novità"

ROVIGO – Riceviamo e pubblichiamo un commento relativo al ballottaggio di Rovigo per l’elezione del futuro sindaco della città, firmato.

I “professori” della sinistra e qualcuno dei loro amici del club “anime belle di Kabul”, stanno incominciando a scoprire, adesso, quello che potevano già sapere da almeno un anno.

Dalle elezioni comunali di Adria, ma anche da prima, in verità, è noto che la sinistra, se non è unita, perde. Anche riproponendo il Sindaco uscente.

Non può uno scoglio arginare la montante marea nera che sale… Serve una diga e per averla ci vogliono le persone, la volontà e il tempo per costruirla.

Altra mancanza strategica è stata, a mio parere, quella di aver sottovalutato la voglia di freschezza e cambiamento da parte degli elettori di una destra che scalpita per andare a votare e non sta, letteralmente, più nella pelle per vedere finalmente all’opera Piscopo, Bimbati, Zangirolami e Avezzù.

Gli elettori, con le loro “preferenze” hanno chiaramente premiato la competenza e la qualità dei “promettenti” delfini Rizzato, Aretusini, Moretto fratello e sorella… e via discorrendo. Di fronte a tanto straripante ingegno serve l’umiltà di riconoscere che gli elettori, in democrazia, hanno sempre ragione, perché sono guidati, nelle loro scelte, da una “mente” superiore, collettiva, che li guida e, alla fine, operare per il meglio.

Anacharsis Cloots

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