ROVIGO – Rallenta l’iter autorizzativo per il progetto Ecopol previsto nell’area dell’ex inceneritore di via Amendola a Rovigo. La Provincia ha infatti concesso 180 giorni di sospensione dei termini nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (LEGGI ARTICOLO), dopo le numerose osservazioni presentate da cittadini, associazioni ed enti sul piano che prevede un impianto di desorbimento termico per fanghi e terreni contenenti sostanze tossiche.
La proroga è stata accordata su richiesta della stessa azienda, chiamata ora a produrre controdeduzioni e integrazioni rispetto alle criticità sollevate.
Destro: “Se servono altri mesi, il progetto è carente”
Tra le voci più critiche c’è quella di Vanni Destro, portavoce della Rete dei Comitati Polesani a difesa della salute e dell’ambiente, secondo cui la sospensione conferma la fragilità dell’impianto.
“Un progetto presentato pubblicamente dovrebbe aver già previsto criticità e contrindicazioni. Se emergono complicazioni tali da richiedere altri sei mesi, significa che il progetto è controverso e carente”, sottolinea Destro, chiedendo anche al Comune di Rovigo una posizione chiara, come già fatto da altri enti locali del territorio.
Forum dei cittadini e Civica per Rovigo: “Non è uno stop, ma servono risposte”

Anche il Forum dei cittadini, con la presidente Dina Merlo, insieme a Paolo Giolo dell’Associazione civica per Rovigo, evidenzia che la sospensione non rappresenta un blocco definitivo ma un tempo aggiuntivo concesso all’azienda per rispondere alle richieste.
Nel dettaglio, le integrazioni richieste riguardano:
- impatti delle emissioni in atmosfera e degli odori
- effetti sulla salute e sulle aree agricole circostanti
- gestione dei materiali in ingresso e uscita
- prevenzione incendi e procedure di emergenza
- trasporto e movimentazione dei fanghi e dei terreni
- gestione delle acque meteoriche e degli eventi climatici estremi
Particolarmente significativo, secondo i firmatari, è che la Provincia avrebbe chiesto anche la presentazione di una procedura di sanatoria per interventi edilizi eseguiti in difformità urbanistica sugli immobili coinvolti dal progetto.
Le preoccupazioni restano: salute, agricoltura e futuro economico
Le associazioni ribadiscono che i problemi legati all’impianto rimangono intatti: dal rischio di emissioni derivanti dal trattamento ad alte temperature di sostanze pericolose, fino ai possibili danni alla qualità delle produzioni agricole e al valore dei terreni.
Resta inoltre aperta, secondo Merlo e Giolo, una domanda più ampia: “Quale prospettiva economica può avere una città capoluogo se accetta di importare materiali inquinanti per trattamenti che rischiano di danneggiare salute, ambiente e sviluppo locale?”.
Nei prossimi sei mesi Ecopol dovrà fornire risposte puntuali alle richieste della Provincia. Intanto, comitati e cittadini chiedono trasparenza e un confronto chiaro sul futuro dell’area e sulle scelte ambientali per Rovigo.
Per approfondire leggi anche:
Ecopol, tra procedure e silenzi: la politica resta ai margini
Ecopol, Rifondazione alza le barricate: “Area non idonea, criticità gravi e non superabili”
Ecopol, anche Barbona dice no: osservazioni durissime al progetto sull’asse Rovigo–Lusia
Ecopol, il PD di Rovigo dice no all’impianto di trattamento rifiuti pericolosi









