L'associazione è convinta che una transizione ecologica ed energetica giusta e sostenibile passi per impianti di produzione biometano dotati di un comitato di controllo
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ROVIGO – Legambiente Rovigo, convinta che il biometano fatto bene esista, tanto che organizza a Padova per lunedì 17 marzo un convegno a tema per presentare i vantaggi del biometano da filiera agricola, insiste per la necessità di un comitato di controllo e maggiore dialogo con la cittadinanza per l’impianto di biometano a Sarzano (LEGGI ARTICOLO).

Torna quindi ad intervenire sulla proposta autorizzata dalla Regione del Veneto di realizzazione di un impianto industriale per la produzione di biometano a Sarzano e lo fa ribadendo, per voce di Caterina Nale, presidente del Circolo Legambiente Rovigo A.Langer, “che la collaborazione con il territorio dovrebbe essere attivata proprio a partire dall’ideazione, progettazione e localizzazione di un nuovo impianto, perché l’interazione con il territorio e la comunità che lo ospiterà è uno degli elementi essenziali da cui non si può prescindere.

Purtroppo per l’impianto di Sarzano constatiamo amaramente il non rispetto di questo approccio. Ciò nonostante, riteniamo quanto meno indispensabile garantire d’ora in avanti maggiore partecipazione e trasparenza sulla tecnologia utilizzata; lo stesso per una giusta informazione circa la strategia di approvvigionamento e gestione della materia in ingresso ed in uscita dall’impianto, la cui provenienza non risulta derivare dal territorio.

Una questione di trasparenza che dovrebbe essere una priorità tanto dei proponenti quanto dell’Amministrazione locale che sceglie di accogliere questi impianti. Notiamo che invece alla promessa di incontro non si è ancora dato seguito e nel frattempo il procedimento avanza e cittadini e cittadine restano all’oscuro”.

Legambiente auspica, oltre al dovuto incontro pubblico di presentazione del progetto, la ben più importante creazione e attivazione da parte del Comune e dei gestori dell’impianto di un organismo volontario di controllo e confronto con il territorio.

Questo organismo, già istituito ad esempio ad Ariano nel Polesine proprio grazie alla richiesta ed alle indicazioni di Legambiente, dovrebbero coinvolgere attivamente le realtà cittadine e l’amministrazione locale nella verifica del funzionamento dell’impianto e delle matrici trattate, con l’obiettivo di monitorare il corretto funzionamento e di segnalare criticità relative agli impatti potenziali durante la fase di esercizio.

Legambiente rinnova quindi l’appello alle istituzioni competenti affinché venga istituito rapidamente questo comitato di controllo dell’impianto di biometano, composto da delegati del Comune, da rappresentanti locali delle associazioni degli agricoltori e delle attività produttive e da esponenti delle associazioni del terzo settore di Rovigo, per accompagnare ogni fase del progetto, dalla realizzazione alla futura gestione, e per monitorare tutte le implicazioni derivanti dall’insediamento dell’impianto.

“Considerando che l’assenza di una programmazione regionale per gli impianti di biometano espone altri Comuni ed altri abitanti a situazioni analoghe, Legambiente ribadisce anche la necessità che le istituzioni, in particolare la Regione Veneto, si assumano la responsabilità della gestione e regolamentazione delle numerose richieste di nuovi impianti che interessano il territorio regionale attraverso una programmazione più attenta dei fabbisogni”.

Legambiente Rovigo ribadisce il proprio impegno per una transizione ecologica ed energetica giusta e sostenibile, che deve necessariamente avvenire nel rispetto dei territori, delle comunità e degli ecosistemi.

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