ROVIGO – Lino Padoan di Rovigo interviene dopo aver letto l’articolo del segretario generale di Cgil di Rovigo Pieralberto Colombo (LEGGI ARTICOLO) incentrato sulla proiezione futura e gli effetti negativi derivanti dal calo demografico in Polesine e la soluzione proposta a questo problema.
“Guglielmo Epifani una quindicina di anni fa, al Censer Di Rovigo in veste di segretario generale della Cgil disse una frase sintetica a forte efficacia ed effetto: “la Cgil è una organizzazione di lavoratori per lavoratori”. Purtroppo sarebbe più realistico dire la Cgil è una organizzazione di politici per politici, che business con i lavoratori” afferma Padoan.
“Realistico è pensare ad una diminuzione del numero di abitanti del Polesine nei prossimi 20 anni, come dallo studio della fondazione Di Vittorio da egli citato, ma di per sé non è detto che sia necessariamente un dato negativo, anzi, potrebbe generare maggiore o totale occupazione dei residenti.
Prima di trovare soluzione a problemi che ancora devono venire si dovrebbe pensare all’oggi – afferma Padoan – il nostro stato sociale è oggetto di un continuo, inarrestabile “assalto alla diligenza” ad opera di persone che forse non hanno nemmeno contribuito alla sua esistenza, con la collaborazione di organizzazioni migrantiste e xenofile presenti sul territorio nazionale; mi riferisco a reddito e pensione di cittadinanza, sussidi, contributi, esenzioni, alloggi, ecc. ecc. elargiti a pioggia e con facilità, che attirano persone da paesi molto lontani da noi”.
La posizione espressa da Colombo che punta ad investire sul lavoro regolare degli immigrati, di modo che il “loro” lavoro aiuti a sosteneri i costi sociali di un Paese che invecchia e che diminuisce il numero di impiegati, è stato violentemente contestato anche da una azione del gruppo di destra Polesine Azione (LEGGI ARTICOLO).
“Il segretario invece di pensare ad una legge sullo ius scholae (vedi il segretario del Pd Enrico Letta) meglio farebbe a pensare ai problemi del lavoro – insiste Padoan – non si è mai sentito la Cgil parlare di “salario minimo” ovvero una base mensile sotto la quale nessun contratto possa scendere, e di sfoltire quella giungla di circa 400 Contratti collettivi vigenti nel nostro Paese. La carità cristiana la si lasci fare alle varie San Vincenzo e organizzazioni umanitarie”.
“Il segretario si basa su studi fatti dalla “sua fondazione” che hanno per fine arrivare a tesi precostituite come quella che l’immigrazione straniera sia una necessità, tralasciando che abbiamo aree del nostro Paese che hanno e avranno esuberi di forza lavoro, ma di questi spostamenti non se ne parla e non si propongono.
Non so se la fondazione Di Vittorio abbia fatto studi sulla popolazione carceraria, di quel carcere in cui ci si va e si resta troppo poco, che è costituita per più di un terzo da cittadini extracomunitari. Stranieri che rappresentano ora l’otto per cento dei residenti totali, questo a significare che tra gli stranieri vi è una propensione e inclinazione al crimine quattro volte superiore alla media dei residenti, ma questo è bene non dirlo.
Come si può pretendere che gli italiani abbiano un sentimento di accoglienza nei confronti dell’invadenza? Sì, perché quella che assistiamo da anni è a tutti gli effetti una invadenza di persone che nulla hanno a che fare con i profughi per un buon 95%, al netto degli ucraini.
Se il calo demografico davvero tra 20 anni dovesse procurare effetti negativi, li affronteremo; ma non come propone il segretario della camera del lavoro di Rovigo con il quale concordo che bisogna ed occorre agire oggi sì, ma contro il saccheggiamento del nostro wellfare sociale” conclude Lino Padoan.
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