ROVIGO – La maggioranza che sostiene la sindaca Valeria Cittadin mostra crepe sempre più evidenti, soprattutto se a mancare sono i consiglieri di Fratelli d’Italia che costituiscono il coseddetto “gruppo Moretto”, in contrapposizione a quello “Benetti-Piscopo”. A certificarlo, secondo Federico Frigato, capogruppo di Rovigo Si Ama, è stato l’ultimo consiglio comunale, dove la tenuta politica dell’amministrazione è apparsa appesa a un filo.
«Questa maggioranza, politicamente, non esiste più da tempo – afferma Frigato – e quanto accaduto in aula lo dimostra in modo plastico». Nonostante i numeri sulla carta siano ancora ampi, con 21 consiglieri di maggioranza e il sostegno ricorrente dei consiglieri Rossini e Conchi, il bilancio comunale è stato approvato con il numero minimo indispensabile di voti: 17.
Una fragilità emersa anche nella seduta successiva, quando – sottolinea Frigato – «solo l’arrivo all’ultimo momento del consigliere Conchi ha evitato una figuraccia politica all’amministrazione». Una situazione che, per il capogruppo civico, non può più essere liquidata come episodio isolato.

Al centro delle tensioni c’è la spaccatura interna a Fratelli d’Italia, esplosa apertamente dopo la nomina del nuovo assessore Renato Campanile. «Una scelta – osserva Frigato – che ha accentuato la contrapposizione tra le diverse anime del partito e che oggi si riflette pesantemente sull’attività quotidiana dell’amministrazione».
Nel mirino finisce anche il nuovo assessorato, giudicato di scarso peso politico. «Si tratta di un incarico costruito assemblando deleghe collaterali e di contorno, sottratte agli altri assessori – attacca – e creato a spese dei cittadini. Un’operazione che non rafforza la Giunta, ma ne evidenzia la debolezza».
Secondo Frigato, le divisioni interne non sarebbero un problema se restassero confinate alla dialettica di partito. «Poco ci importerebbe delle loro beghe – chiarisce – se non avessero ricadute dirette sulla città. Ma qui parliamo di una maggioranza incapace di programmare, di pianificare e perfino di garantire il regolare svolgimento del consiglio comunale».
Il rischio, avverte, è che a pagare il prezzo di questo clima siano ancora una volta i cittadini. «Se la seduta fosse saltata – conclude – il danno non sarebbe stato politico, ma concreto per Rovigo e per i rodigini».
Ora l’attenzione si sposta sul fronte interno a Fratelli d’Italia. «Sarà interessante capire – chiosa Frigato – quale ruolo intenderà giocare il commissario provinciale Bartolomeo Amidei di fronte a una situazione che appare sempre più fuori controllo».













