LUSIA (Rovigo) – Le amministrazioni comunali di Lusia e di Barbona, ai piedi dei resti del campanile, hanno commemorato l’anniversario del bombardamento aereo che distrusse le città il 20 aprile 1945. Furono almeno mille le bombe alleate che, col ponte, distrussero metà del paese, ma anche a Barbona sparirono il Municipio, le Poste, le scuole, la farmacia e molte case. Ci furono almeno 74 civili morti, vittime collaterali della distruzione voluta dagli Alleati per impedire la ritirata dei Tedeschi.
Dopo 78 anni arriva un riconoscimento morale per le due comunità: la medaglia d’argento al valor civile da parte del Presidente della Repubblica.
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Al parco delle Rimembranze, con i prefetti Clemente Di Nuzzo e Raffaele Grassi (Padova) c’erano diverse delegazioni comunali e i presidenti delle due provincie Enrico Ferrarese e Sergio Giordani.
“È stata una cerimonia importante non solo per la consegna dell’onorificenza, – ha commentato Enrico Ferrarese -, senz’altro una giornata importantissima da celebrare assieme a tutta la comunità”
Sono passati 78 anni da quel tragico evento scaturito forse per un’errata valutazione militare, certamente eccessiva per un ponte di legno. il sindaco di Lusia Luca Prando ha parlato di “…una vera tragedia per la nostra comunità”.
Quanto alla medaglia d’argento il sindaco ha aggiunto: “raccolgo questa soddisfazione che però è anche frutto del lavoro di tutti gli altri che mi hanno preceduto, delle persone di Lusia, della famiglia Fornari in particolare e della famiglia Quadrelli“. Francesca Fornari che all’epoca aveva sei anni ricorda ancora con terrore quel bombardamento.
Ugo Mariano Brasioli














