A Polesella attestati ai commossi parenti dei partigiani e patrioti 

Ricco il programma della Festa della Liberazione a Polesella (Rovigo), un mazzo di fiori alla memoria sulla tomba di Giovanni Raito, uno degli antifascisti polesellani 

POLESELLA (Rovigo) – Festa della Liberazione molto emozionante a Polesella martedì 25 aprile. Il meteo avverso ha dato un po’ di tregua proprio al momento delle celebrazioni consentendo di non stravolgere il ricco programma organizzato dall’Amministrazione Comunale. Alle ore 10,30 il Sindaco Leonardo Raito e una piccola delegazione, si sono recati in cimitero dove hanno deposto un mazzo di fiori alla memoria sulla tomba di Giovanni Raito, uno degli antifascisti polesellani condannati dal Tribunale speciale per la difesa dello stato nel 1935. 

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Poi, alle ore 11.00, in tantissimi hanno partecipato presso la Sala consigliare del Municipio al momento di consegna degli attestati ricordo ai parenti dei partigiani e dei patrioti di Polesella. La sindaca dei ragazzi Sofia Rizzo, presente insieme a una delegazione di componenti del consiglio comunale dei ragazzi, ha tenuto un discorso ricordando i valori della pace e della democrazia. Il Sindaco Leonardo Raito ha poi tratteggiato la storia della resistenza a Polesella: “Quasi 80 anni fa il nostro territorio comunale fu al centro di quello che diversi storici hanno definito uno degli episodi politici più significativi del Polesine sotto il fascismo, ovvero lo sciopero degli operai dello zuccherificio avvenuto ai primi di agosto del 1943 dopo che il 25 luglio c’era stata la caduta di Mussolini. Gli operai di Polesella, guidati dal Giordano Munerati del Partito d’Azione e da Tullio Polo, comunista, che avevano già costituito un nucleo antifascista clandestino, decisero di astenersi dal lavoro. Si trattò di un atto di grandissimo coraggio che costò caro ai 42 operai scioperanti. Arrestati dai carabinieri furono inviati alle carceri di Rovigo, dove passarono 40 giorni di detenzione, perdendo la campagna saccarifera. Lo sciopero di Polesella, così come tutti gli scioperi avvenuti in Italia, rappresentò un segnale fortissimo anche per l’antifascismo politico: per la prima volta in modo così eclatante si attivava una componente sociale, gli operai dell’industria, di grandissimo rilievo, che poteva giocare veramente un ruolo decisivo nell’opposizione al regime. Le parole d’ordine degli scioperi del 1943 furono due: pace e lavoro. Il territorio di Polesella fu tra i più attivi nella lotta di liberazione, grazie a un gruppo di giovani che organizzarono una formazione di “Giustizia e libertà”, operativo soprattutto nelle campagne e nei casolari di Raccano, e che vedeva Giordano Munerati come comandante di distaccamento. La Resistenza anche a Polesella ha visto pagare un tributo di sangue al desiderio di libertà e di riscatto di un paese che sperava di rialzarsi dopo il ventennio di dittatura e dopo la drammatica guerra voluta da Mussolini. Un paese che doveva rialzarsi dalle macerie materiali e morali che lo avevano caratterizzato, dai bombardamenti subiti, dai morti e dai feriti, dalla brutale occupazione nazifascista. La nostra comunità ci riuscì grazie all’avvedutezza e alla capacità di collaborazione degli uomini che si ritrovarono nel CLN, e i cui nomi restano scolpiti nelle più luminose pagine di costruzione democratica di questo paese”. 

I due sindaci hanno poi consegnato gli attestati ai commossi parenti dei partigiani e patrioti Gino Casoni, Domenico Gallian, Alfredo Manfré, Oreste Montagnana, Luigi Noventa, Mario Onofrio, Giacinto Pagliarini, Flavio Quaranta, Silvio Silvestrini, Sergio Visentini, Dante Zanella, Mario Zanella. Si è infine composto un corteo con le autorità civili e militari e insieme alle associazioni e ai cittadini convenuti si è deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti in Piazza Matteotti dove sono stati suonati l’inno nazionale e il silenzio. Qui il Sindaco Leonardo Raito ha voluto ribadire il valore profondo e fondativo della celebrazione del 25 aprile, una festa di tutti che nessuno potrà cancellare nei suoi significati politici, culturali e democratici. 

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