Leonardo Raito: «il futuro della sanità non si costruisce difendendo il passato, ma progettando un sistema capace di affrontare le sfide dei prossimi decenni»

ROVIGO – Il think tank Futuro Polesine presenta “Polesine Salute 2040”, un documento programmatico curato da Leonardo Raito che propone una visione innovativa per il futuro della sanità polesana, superando il tradizionale dibattito sulla semplice difesa degli ospedali e indicando una strategia di sviluppo capace di coniugare qualità delle cure, innovazione e crescita del territorio. 

Il progetto parte da una convinzione precisa: la sanità non deve essere considerata soltanto un servizio essenziale, ma una vera infrastruttura strategica per lo sviluppo economico e sociale del Polesine. In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla carenza di personale sanitario e dall’evoluzione delle tecnologie mediche, è necessario costruire un modello nuovo, fondato sulla specializzazione intelligente e sulla collaborazione tra i tre ospedali della provincia. 

La proposta introduce il Sistema Ospedaliero Policentrico Polesano, una rete integrata nella quale ogni presidio assume una missione specifica. Rovigo viene individuato come polo dell’alta complessità clinica, della ricerca e dell’innovazione; Trecenta come centro di eccellenza per la riabilitazione, la longevità e la presa in carico delle fragilità; Adria come riferimento nazionale per la medicina dell’ambiente, dell’emergenza territoriale e della resilienza climatica, valorizzando la posizione strategica del Delta del Po. 

Accanto alla riorganizzazione ospedaliera, il documento immagina il Polesine come prima Smart Health Province italiana, con cartella clinica digitale completamente integrata, telemedicina diffusa, intelligenza artificiale a supporto dei professionisti, assistenza domiciliare avanzata e un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini. 

“Polesine Salute 2040” propone inoltre un Piano Marshall per la sanità polesana, con investimenti stimati in circa 500 milioni di euro nell’arco di dieci anni, destinati all’ammodernamento delle strutture, alla digitalizzazione, alla formazione del personale, alla ricerca e al rafforzamento della medicina territoriale. L’obiettivo è trasformare la sanità in uno dei principali motori di sviluppo, capace di attrarre professionisti, università, imprese innovative e finanziamenti europei. 

Il documento si conclude con un’analisi strategica delle opportunità e delle criticità della sanità polesana e lancia una proposta alla Regione Veneto: fare del Polesine un territorio pilota per sperimentare un nuovo modello organizzativo replicabile anche in altre realtà italiane. 

Come sottolinea l’autore Leonardo Raito, «il futuro della sanità non si costruisce difendendo il passato, ma progettando un sistema capace di affrontare le sfide dei prossimi decenni. Il Polesine può trasformare le proprie difficoltà in un’opportunità, diventando un laboratorio nazionale di innovazione sanitaria e un territorio in cui salute, ricerca e sviluppo crescono insieme»

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