ROVIGO – Un contributo personale, politico e diretto al dibattito interno del Partito Democratico polesano verso il commissariamento (LEGGI ARTICOLO) arriva da Emanuela Pizzardo, già candidata alle elezioni regionali e oggi iscritta al Pd, dopo l’assemblea provinciale che ha acceso il confronto sulla fase post-elettorale.
Pizzardo chiarisce subito il perimetro del suo intervento: «Non ho titolo né competenze specifiche per indicare come debba essere gestita la fase post elettorale o per dare letture definitive del voto». Ma rivendica con decisione un punto: «Ho invece pieno titolo per parlare della campagna elettorale appena conclusa e di ciò a cui ho assistito in assemblea».
Chiamata a candidarsi, racconta, dall’onorevole Nadia Romeo per rappresentare nel Pd anche sensibilità esterne al partito ma affini per valori e principi, Pizzardo dice di essersi sentita parte di un progetto di rinnovamento autentico, costruito incontrando militanti e cittadini non iscritti, accomunati dall’obiettivo di proporre un’alternativa credibile al centrodestra alla guida della Regione e della città, in particolare sui temi della sanità e del sociale.
«Lo spirito – sottolinea – è sempre stato quello del cambiamento, dentro e fuori dal partito». Uno sforzo che, a suo giudizio, è stato riconosciuto anche dal consenso elettorale: «Chi mi ha scelto lo ha fatto guardando al futuro, alle competenze, a un nuovo entusiasmo. Mai, ne sono certa, con lo sguardo rivolto al passato».
Da qui il dispiacere per alcune interpretazioni emerse nel dibattito interno, giudicate «sradicate dal contesto sociale e dalla maturità della società e del territorio». Un messaggio che Pizzardo indirizza in particolare alle circa mille persone che l’hanno sostenuta: «È a loro che sento il dovere di rispondere».
Secondo l’ex candidata, il seggio mancato non è il frutto di un rifiuto del rinnovamento, ma piuttosto della mancanza di un vero gioco di squadra: «È mancata una solidarietà anche nella competizione, capace di guardare più all’obiettivo comune – il cambiamento del governo regionale – che ai singoli traguardi personali. È lì che abbiamo sbagliato».
L’autocritica non viene evitata: «Si sarebbe potuto fare meglio, con candidati, idee e sentimenti migliori. Con una squadra che volesse davvero essere squadra».
Oggi, conclude Pizzardo, la scelta è chiara: «Sono iscritta al Partito Democratico. Porterò la mia sensibilità, le mie competenze e la passione che ho cercato di trasmettere ogni giorno di questa campagna. Perché, alla fine, gli unici che scelgono davvero sono i cittadini. Sempre».












