ROVIGO – “E’ sempre difficile celebrare l’ultimo viaggio terreno di un fratello che ci lascia – ha esordito Monsignor Claudio Gatti che ha celebrato il funerale di Luigi Costato – ma quando siamo di fronte ad una persona come Luigi che ha messo a frutto i talenti che nostro Signore dona a tutti noi in maniera così mirabile, a conforto del dolore della famiglia deve rimanere la consapevolezza che nostro fratello Luigi si è speso per noi tutti e per i suoi amati famigliari, in una vita intensa e ricca di frutti“.
Oltre 850 le persone che si sono sedute nelle navate del Duomo cittadino per l’ultimo saluto al professore Luigi Costato, deceduto a Padova mentre era ricoverato in seguito ad un malore accusato ad Abano Terme (LEGGI ARTICOLO). La cattedrale non è comunque riuscita a contenere i rappresentanti dal mondo accademico culturale, civile, sportivo ed imprenditoriale che si sono voluti stringere attorno alla famiglia Costato.
Le maglie rossoblù della Monti Junior Rovigo e della Rugby Rovigo Delta hanno accompagnato Luigi Costato nell’ultimo viaggio, l’omaggio reso da Matteo Moscardi campione d’Italia in carica con i Bersaglieri, e dall’attuale presidente Monti, Damiano Libralon è stato reso all’ingresso del feretro in Duomo.

Presente buona parte della prima squadra rossoblù con coach Alessandro Lodi e capitan Matteo Ferro in testa, una rappresentanza delle giovanili della Monti, l’ex presidente Attilio Roversi e Paolo Reale, gli ex presidenti dei Bersaglieri Renzo Bullo e Giancarlo Checchinato.
In Duomo anche il presidente della Federazione Italiana Rugby, Marzio Innocenti, tutta la famiglia Zambelli con il patron Francesco, presidente della FemiCz Rovigo, la moglie Valeria, e i figli Antonio e Carolina. Presente anche lo stato maggiore del Petrarca Rugby con il presidente Banzato, il dirigente Toffano e il professor Andrea Rinado (nobel dell’Acqua ed ex petrarchino). Sempre in ambito sportivo molti ex rossoblù, tra cui Massimo Brunello, attuale tecnico della Nazione U20, e Lello Salvan, anche in rappresentanza del Panathlon club Rovigo.
Presente il Prefetto di Rovigo, Clemente Di Nuzzo, l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari, il Sindaco Edoardo Gaffeo, con gli assessori Tovo, Bagatin e Favaretto, gli ex sindaci di Rovigo Paolo Avezzù e Fausto Merchiori, i vertici di Confindustria Veneto Est con il presidente Leopoldo Destro, Paolo Armenio, i vertici della Fondazione Banca del Monte, della Fondazione Cariparo con diversi consiglieri e Giovanni Boniolo presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.
Costato si è sentito male nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto mentre era ad Abano con la amata moglie Giusi Lanzoni. E se ne è accorta proprio lei che, non sentendolo più a letto, lo ha trovato nel salottino che ansimava, a causa di quello che poi hanno accertato essere stato un infarto al miocardio, dopo essersi evidentemente alzato per non disturbarla, e senza quindi chiedere un aiuto tempestivo, per quella sorta di quasi ossessione delle persone anziane del rispetto nei confronti del prossimo. Trasferito al vicino policlinico di Abano si è spento la mattina del 3 settembre all’ospedale Sant’Antonio di Padova dove con l’aggravarsi del quadro era stato trasferito nella speranza potesse riprendersi grazie alle dotazioni di cui dispone la struttura.
Una vita lunga e intensa quella del Prof. Luigi Costato che il 17 ottobre 1934 era nato a Modena, dove aveva trascorso la prima infanzia, per poi trasferirsi con la famiglia a Bologna e a Firenze per seguire gli spostamenti e le vicende imprenditoriali del padre Cav. Antonio. Ma è a Rovigo, dove era finalmente arrivato nel dopoguerra, che Luigi ha compiuto gli studi superiori al liceo classico, ha legato con gli amici poi diventati di una vita e si è riappropriato delle radici di una famiglia che ha la sua origine nella sponda sinistra del Po tra Polesella e Guarda Veneta dove, almeno dalla prima metà dello ‘800, i Costato svolgevano il mestiere di mugnai.
Luigi Costato è stato un personaggio eclettico e all’esordio della sua vita da adulto si è subito impegnato come imprenditore prima agricolo, poi nella all’epoca fiorente industria estrattiva del metano e dopo la nazionalizzazione di questa ultima nell’azienda storica di famiglia dove subito si fece carico della responsabilità della costruzione di un molino nella impetuosa Roma di quegli anni. Nella capitale, fedele alla tradizione nomade della famiglia, condusse la appena ventenne giovane moglie Giusi e riuscì ad inaugurare lo stabilimento nel 1960, l’anno delle Olimpiadi celebrato anche dalla nascita del suo primogenito Antonio. Esaurita la missione romana Luigi si è quindi trasferito a Verona per il riavvio di un molino nel frattempo acquistato nella zona, e dove è nata la secondogenita Alessandra, per tornare a Rovigo nel 1962 da dove non si è più mosso.
In quegli anni infatti, successivi alla giovinezza e alla ebrezza delle prime avventure imprenditoriali, stava prendendo corpo la grande passione di Luigi per gli sudi accademici e l’insegnamento che lo portò ad eleggere come suo centro di gravità la vicina Università di Ferrara. Conseguita poco più che trentenne la “libera docenza” – così all’epoca si chiamava la abilitazione all’insegnamento universitario – al Prof. Costato furono assegnate nel tempo a Ferrara le cattedre di Diritto Agrario, Diritto delle Comunità Europee e più di recente di Diritto Alimentare. Quasi naturale, per il suo ruolo di decano, fu poi la nomina a Preside della Facoltà di Giurisprudenza che ha ricoperto sino al pensionamento all’età di 72 anni.
La pur assorbente attività didattica e di produzione scientifica, molti dei suoi libri sono ancora i testi adottati come riferimento nei corsi di laurea in giurisprudenza e sterminato è il numero di articoli pubblicati anche di recente nelle riviste di settore, non ha mai distolto completamente il Prof. Costato dalla sua originaria passione imprenditoriale che lo ha visto prendere parte e a volte addirittura promuovere, pur tenendosi sempre in disparte, iniziative quali l’acquisto del molino di Porto Marghera e la partecipazione in imprese nel settore agroalimentare e metalmeccanico, quali nel nostro territorio la Turri di Costa di Rovigo e la Femi Cz.
La sua proattività e capacità di dialogo lo hanno anche portato a rivestire importanti ruoli istituzionali nel mondo della rappresentanza a livello nazionale. Il Prof. Costato è stato infatti a lungo presidente di Italmopa, la Associazione dei Mugnai e Pastai di Italia, e consigliere di Federalimentare. In qualità di esperto di diritto agrario ha poi svolto incarichi di caratura internazionale in America Latina, Africa Sub Sahariana e in Europa dell’Est, portando il suo contributo scientifico a quei governi che si proponevano di attuare riforme fondiarie.
Tra i meriti da ascrivere a Luigi Costato ci sono anche le tante iniziative a favore della città dove tra l’altro è riuscito, in qualità di Preside a Ferrara e alle collaborazioni strette con l’ateneo di Padova e la Fondazione Cariparo, ad aprire il distaccamento universitario di Rovigo. In anni più recenti il Prof. Costato è stato poi protagonista, in qualità di suo Presidente, del rilancio della Accademia dei Concordi e della apertura della stagione delle mostre presso Palazzo Roverella. L’ultimo incarico ricoperto è stato quello di Presidente della Fondazione Banca del Monte.
Per concludere il commento a quanto fatto per la sua Rovigo va ricordata la grande attenzione per il rugby giovanile e senior, i decenni di sponsorizzazione come Colli Euganei e Femi Cz e il merito di avere trasferito la passione all’amico e già socio Francesco Zambelli, intervenuto al funerale con la famiglia.
Luigi non aveva mai praticato il rugby da giovane, ma oltre al gusto per uno spettacolo che lo appassionava sentiva il dovere di dare il suo contributo allo sport-bandiera della città la cui tradizione sapeva appartenere comunque in qualche modo alla famiglia essendo stata innestata dal suocero Davide “Dino” Lanzoni.
Persona garbata e rappresentante di un mondo che sta scomparendo il Prof. Costato aveva delle caratteristiche somatiche particolari: a quasi 89 anni era ancora dotato di una mente e uno spirito prontissimi, era “digitalizzato” ovvero utilizzava con disinvoltura, come ha fatto sino agli ultimi giorni, il suo pc Mac e tutti i vari supporti Apple, non aveva bisogno degli occhiali per leggere e scrivere e aveva in testa folti capelli ancora scuri. A non aiutarlo nella vecchiaia però, ultimamente perseguitata da vari acciacchi, probabilmente una alimentazione sbagliata osservata sino da bambino. Luigi, che beveva solo acqua e non fumava, se ne è infatti andato senza avere mai assaggiato un frutto e solo negli ultimi anni veniva forzato a mangiare (di malavoglia) qualche selezionata verdura.
Luigi Costato lascia oltre alla compagna di una vita Giusi e i figli Antonio e Alessandra, gli amatissimi nipoti Antonioluigi, Vittoria, Nicola, Elena, Laura e Beatrice e i pronipoti di cui andava orgogliosissimo Nicholas, Adriano, Serena e Carolina.
Autentico melomane ed appassionato di musica lirica, Rovigo perde anche la inconfondibile penna che arricchiva i libretti di sala delle opere del Teatro Sociale che, quando l’amico Sergio Garbato era ancora in vita, illustrava personalmente in occasione delle presentazioni delle rassegne.
Rovigo perde un imprenditore, un docente ed un grande benefattore.


















