ROVIGO – Emerge una novità nel Partito Democratico polesano per la definizione della lista provinciale per le elezioni del Consiglio Regionale che si terranno entro il prossimo fine novembre 2025 (LEGGI ARTICOLO). Nel PD il nome di Vinicio Piasentini si consolida in queste ultime ore che precedono l’Assemblea provinciale convocata lunedì per l’ufficializzazione della cinquina di nomi da proporre quali candidati al Consiglio Regionale.
Vinicio Piasentini è stato individuato da 15-20 circoli provinciali, dal Delta all’Alto Polesine, come il candidato al Consiglio Regionale del Veneto che può rappresentare al meglio le istanze provenienti dalla base locale del Partito Democratico: coraggio e unità.
È nota la carriera politica di Piasentini, per undici anni sindaco di San Martino di Venezze e ora vicesindaco nell’attuale giunta, per quattro anni Vicepresidente della Provincia di Rovigo e presidente del Consiglio di Bacino provinciale nel biennio 2022-2024.
I circoli spiegano: “Occorre investire nel modello di amministrazione territoriale portato avanti da Piasentini, improntato da un lato al dialogo e alla sintesi con il mondo civico, dall’altro a una spiccata franchezza nel confronto con le istanze avverse, seppure sempre all’insegna del reciproco rispetto. Ed è proprio nel segno dell’apertura al civismo contro la chiusura gerarchica e nel segno del coraggio necessario per prendere di petto le sfide amministrative del territorio contro la viltà e la paura dimostrata dalle destre locali – e nazionali -, che la candidatura di Piasentini, da anni militante nel Partito Democratico, si iscrive in un listino provinciale che si dimostra comunque fortemente sensibile a tali istanze.
In particolare si ambisce al coinvolgimento degli amministratori locali, primi interpreti delle esigenze dei cittadini e delle problematiche del territorio, quali Nicola Zanca, sindaco di Gaiba, e Monica Ferraccioli, sindaca di Castelnovo Bariano, ma in egual misura si vuole aggregare il mondo dei sindacati e del volontariato rodigino, nell’indicazione del nome di Emanuela Pizzardo, oltre che la segreteria provinciale del partito, nel nome di Angelo Zanellato, espressione della dirigenza del partito nel segno dell’autorevolezza e dell’esperienza.
Piasentini afferma: “Questi elementi e questi nomi fanno auspicare che all’Assemblea provinciale di lunedì sera si raggiungerà finalmente una convergenza tra base e direzione provinciale, mettendo da parte i dissapori del passato in un ritrovato spirito di unità e determinazione ad affrontare con esperienza e competenza le vicine sfide politiche, in un momento in cui il partito ha fatto quadrato, coalizzandosi con le altre forze del centrosinistra, intorno alla candidatura a Presidente della Regione di Giovanni Manildo, già sindaco di Treviso e personalità in grado di contrastare, con la propria esperienza, una destra regionale rissosa che, nonostante decenni di ininterrotto potere, ad oggi e probabilmente fino a ridosso delle elezioni non sarà in grado di esprimere un candidato unitario a causa delle forti divisioni anche ideologiche tra i partiti che la compongono, Lega, FDI e Forza Italia.
Qestra destra ha tradito la fiducia degli elettori veneti con la promessa di un’autonomia mai realizzata e con l’acuirsi anche nella nostra regione di disuguaglianze di reddito e difficoltà crescenti dei cittadini. Su tutte, si pensi alla situazione in cui, in provincia, versano l’ospedale di Adria e di Trecenta, o in generale ai tempi biblici per accedere alle cure negli ospedali pubblici, in contrasto con la crescita esponenziale del ricorso alle costose strutture private, coerente con la strategia nazionale delle destre.
Oppure si pensi all’impoverimento del tipico tessuto economico e produttivo regionale, caratterizzato dall’artigianato, dal commercio e dalla piccola e media impresa, che negli ultimi vent’anni sono stati illusi e completamente abbandonati dai partiti che hanno governato e hanno velleità di governare ancora la nostra regione. Per quel che ci riguarda da vicino, occorre intervenire urgentemente per salvare il nostro Polesine, che più di altre province, sta soffrendo un’emorragia di cervelli, una profonda crisi demografica e una disgregazione strutturale delle attività produttive.
Sono convinto tuttavia che il PD, consapevole degli errori commessi, avrà il coraggio e la forza di ritornare ad essere il partito di riferimento di tutti i cittadini e soprattutto di chi, in questo momento, sta sopportando maggiormente le conseguenze dannose delle scelte politiche della destra che vanno a vantaggio delle élite e di chi governa dall’alto la finanza e i capitali”.













