ROVIGO – Un piano comunale contro le ondate di calore, un sistema di monitoraggio degli anziani soli e l’attivazione di “rifugi climatici” negli edifici pubblici. Sono alcune delle richieste contenute nell’interrogazione presentata dal capogruppo della lista civica Rovigo si Ama, Federico Frigato, che chiede all’amministrazione comunale di dotarsi di una strategia strutturata per affrontare gli effetti delle temperature estreme sulla popolazione più vulnerabile.
Secondo Frigato, il caldo intenso rappresenta ormai «un’emergenza cronica» che non può più essere affrontata con interventi episodici. Se in Prefettura (LEGGI ARTICOLO) si discuterà delle iniziative a tutela dei lavoratori, per Frigato l’intervento del Comune è necessario per anziani e persone fragili. «Ogni estate assistiamo a temperature sempre più estreme – afferma il consigliere – eppure la tutela degli anziani e delle persone fragili continua a essere affidata a interventi frammentati e poco strutturati, quando non del tutto assenti».
L’interrogazione prende atto che l’Ulss 5 Polesana ha già attivato il Piano Caldo 2026 (LEGGI ARTICOLO), ma chiede di conoscere quali iniziative abbia predisposto il Comune di Rovigo e quale sia il coordinamento con l’azienda sanitaria, il volontariato e gli enti del Terzo settore.
Tra i quesiti rivolti a sindaco e assessore ai Servizi sociali figurano anche l’eventuale esistenza di un sistema di contatto periodico con gli anziani che vivono soli, di procedure condivise per individuare le situazioni di maggiore fragilità e di un numero telefonico dedicato alle richieste di assistenza durante le allerte per il caldo.
Un capitolo specifico riguarda poi la possibilità di creare anche a Rovigo una rete di “rifugi climatici”, individuando biblioteche, centri civici e altri edifici pubblici climatizzati dove le persone possano trovare riparo nelle giornate più torride, seguendo esempi già adottati in altre città italiane.
Frigato chiede inoltre quanti casi di anziani o persone fragili siano stati presi in carico dai servizi sociali negli ultimi tre anni in relazione a eventi climatici estremi o situazioni di isolamento aggravate dal caldo, ritenendo che senza dati e programmazione sia impossibile affrontare efficacemente il problema.
«Il punto è semplice: la crisi climatica non è più un tema astratto, ma un fatto quotidiano che incide sulla salute delle persone più deboli. Il sindaco è il primo responsabile della salute della comunità e ha il dovere di attrezzarsi, non di inseguire le emergenze». Da qui la critica finale: «Se penso che non solo non se ne parla, ma che nella home page del Comune non compare alcun avviso, nessun richiamo ai comportamenti corretti o ai servizi disponibili per anziani e soggetti fragili, l’attenzione di questa amministrazione verso le persone più vulnerabili può essere considerata assente».
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