ROVIGO – Un sentito ringraziamento al direttore della Casa Circondariale di Rovigo, Mattia Arba, e al presidente di Formedil Rovigo, Paolo Ghiotti, per aver creduto con convinzione in un progetto che mette al centro formazione, lavoro e reinserimento sociale. È da questa collaborazione che nasce un’iniziativa capace di trasformare la detenzione non solo in un momento di pena, ma in una concreta occasione di crescita personale e di futuro.
Determinante anche il lavoro di raccordo istituzionale della deputata Nadia Romeo, che sottolinea: “È stato un onore e un orgoglio, come parlamentare, mettere in contatto due realtà così importanti del territorio, accomunate dalla volontà di costruire percorsi di inclusione e futuro“.

Un impegno concreto per la formazione
Sin dal suo arrivo alla guida dell’istituto penitenziario, il direttore Mattia Arba ha impresso un forte impulso allo sviluppo di attività formative e lavorative rivolte ai detenuti, nella convinzione che la formazione sia uno strumento fondamentale per favorire autonomia, dignità e reintegrazione sociale.
All’interno della struttura sono già operative esperienze significative: uno spazio dedicato al confezionamento di cerotti medicali e un progetto, attualmente in fase di allestimento, che porterà alla realizzazione di una panetteria interna. Iniziative che rappresentano primi, importanti passi verso un modello di carcere orientato alla responsabilizzazione e alla crescita personale.
La scuola edile entra in carcere
A queste attività si affianca ora un progetto di più ampio respiro, reso possibile anche grazie all’ampliamento della struttura con la costruzione di un nuovo padiglione. L’obiettivo è portare all’interno del carcere i percorsi formativi della scuola edile, realtà di eccellenza del territorio polesano.
Il programma mira a formare professionisti dell’edilizia attraverso corsi aggiornati alle tecnologie più moderne, rispondendo a una domanda di mercato sempre più forte e offrendo ai partecipanti concrete possibilità di inserimento lavorativo immediato al termine del percorso.
L’avvio di questa nuova fase è previsto nei prossimi mesi, il tempo necessario al completamento del nuovo padiglione. Ma il significato dell’iniziativa va oltre la sola formazione professionale.
Un investimento per tutta la comunità
Investire nel lavoro all’interno del carcere significa costruire valore sociale per l’intera comunità. I dati dimostrano che chi trova un’occupazione stabile dopo la detenzione ha molte meno probabilità di tornare a delinquere. Percorsi come questo rappresentano quindi anche un importante tassello per la sicurezza collettiva.
Il lavoro, inoltre, restituisce dignità e responsabilità alla persona, contribuendo — come spesso ricordato — a nobilitare l’uomo e a rafforzare le basi di una società più giusta e coesa. A Rovigo, grazie alla sinergia tra istituzioni e territorio, il carcere si conferma così non solo luogo di pena, ma anche spazio di opportunità e rinascita.
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