3450 le persone passate tra sabato e domenica nei tre luoghi aperti per il Fai. ovvero Ca’ Salvioni Fracasso, Villa Cappello Rama e Villa Grimani
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ROVIGO – Sono state circa 3450 le persone passate tra sabato e domenica nei tre luoghi aperti per le Giornate Fai di Primavera. ovvero Ca’ Salvioni Fracasso, Villa Cappello Rama e Villa Grimani. Cifre che sono andate ben al di sopra delle aspettative, nonostante gli organizzatori fossero consapevoli di aprire tre luoghi meravigliosi che avrebbero attirato molti visitatori. 

Il luogo che ha battuto ogni record in assoluto è stata Villa Grimani, che pur essendo situata in una località più appartata, ha attratto con il suo candore e la sua imponenza oltre 1700 persone. Anche Pontecchio Polesine si è difesa con onore, battendo il record di iscritti FAI a Villa Cappello Rama: il luogo era infatti riservato ai soli iscritti, ma questo non ha fermato chi ha voluto approfittare per vedere una delle ville più belle del Polesine, che conserva al suo interno meravigliosi arredi ed opere d’arte. Grandi numeri anche a Ca’ Salvioni Fracasso, dove i visitatori sono stati accolti, oltre che dai narratori della Delegazione, dal racconto del proprietario Lodovico che con passione ha raccontato del grande progetto di recupero della colombaia adiacente che diverrà presto il primo ecomuseo verticale dedicato all’agricoltura in Italia, oltre che della filosofia che sta dietro la produzione della sua pasta.

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Più di 300 sono state le iscrizioni al Fai, di cui la maggior parte nuove iscrizioni: un dato che parla da solo, e ci fa capire come le persone non solo abbiano compreso e apprezzato la mission del Faidi salvaguardia del nostro patrimonio paesaggistico e culturale, ma anche di come l’attenzione verso la cultura sia viva e sia un bisogno fondamentale per gli italiani. 

I visitatori sono venuti in Polesine da ogni provincia del Veneto, ma come ormai è consolidato, anche da fuori regione: Emilia Romagna e Lombardia in testa, con persone arrivate persino da Lecco. Alta tuttavia è stata l’affluenza anche da parte dei polesani, che da una parte hanno scoperto con Pontecchio luoghi che fino a quel momento erano solo di passaggio, mentre a Villa Grimani molti sono stati coloro che hanno riportato alla memoria ricordi d’infanzia, di quando la villa era il centro di ritrovo per i contadini del luogo. Da ogni luogo i visitatori sono usciti con il sorriso, anche a dispetto dell’attesa che si è creata nei momenti di maggior afflusso. Nessuno è stato lasciato fuori e tutti hanno avuto l’opportunità di godere di queste meraviglie.

I ringraziamenti. “Partiamo ringraziando prima di tutto le persone che hanno partecipato a queste Giornate Fai – sottolinea l’associazione – scegliendo Rovigo tra molti altri luoghi forse più famosi aperti fuori provincia: la nostra soddisfazione per quanto siamo riusciti a fare è solo grazie a loro. Allo stesso tempo questo non sarebbe stato possibile se i proprietari delle ville, che ricordiamo essere tutte proprietà private, non ci avessero dato fiducia e non ci avessero spalancato le porte di casa loro accogliendoci nel migliore dei modi e soprattutto dandoci fiducia. Dalla famiglia Pizzi Gasparon alla famiglia Fracasso, fino alla famiglia Rama e non per ultima la famiglia Targa che ha contribuito in maniera massiccia a Villa Grimani. Un grazie alla squadra Eridano di Polesella dell’Ass. Nazionale Alpini, al gruppo Protezione Civile comunale di Gavello, Associazione Alta di Crespino e alla Croce Rossa Italiana di Rovigo, che nei due giorni sono stati presenti a presidiare che l’evento si svolgesse per il meglio senza problemi per i visitatori. Grazie a Fiab Rovigo per esserci venuti a trovare con un sostanzioso gruppo soci”.  

E infine, “un grazie dal cuore a tutti i 51 volontari della Delegazione Fai di Rovigo, che dispiegati nei tre luoghi si sono spesi non senza fatica e difficoltà perché l’evento potesse andare a buon fine”. 

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