BADIA POLESINE (Rovigo) – Il presidente del Sodalizio Vangadiciense Giovanni Comisso, a nome del Sodalizio Vangadiciense, propone al Comune di Badia Polesine di apporre nel refettorio della Vangadizza una targa per ricordare la visita dell’allora Patriarca di Venezia Albino Luciani (poi Papa ed ora beato), che il 14 settembre 1972 presenziò al primo convegno organizzato in abbazia.

Come ricorda il presidente Comisso, erano passati solo due anni dalla fondazione del Sodalizio (composto dal presidente Guido Mora e dagli storici Giovanni Beggio e Camillo Corrain) e, in quel primo convegno di studi, il refettorio dell’Abbazia della Vangadizza ospitò il Patriarca di Venezia.
Domenica 4 settembre 2022, Albino Luciani è stato solennemente proclamato beato in piazza San Pietro e questo non fa che rendere ancor più solenne il cinquantenario di quella memorabile visita.
La storia della Vangadizza, invero, è legata a diversi papi. Comisso ne cita due: nel 1001 Silvestro II (Gerberto di Aurillac) la proclamò “dioecesis nullius” per cui l’abate assunse il titolo di vescovo e la chiesa divenne cattedrale, mentre nel 1689 il cardinale Pietro Ottoboni, che in precedenza era stato abate commendatario della Vangadizza, fu eletto papa con il nome di Alessandro VIII.
“Più vicino a noi – aggiunge Comisso – Albino Luciani ma possiamo ben dire che un futuro santo era stato ospitato nella Vangadizza”.
Nel 1975 è stato pubblicato dal Sodalizio Vangadiciense il primo volume che raccoglieva gli atti del primo e secondo convegno di “Studi Vangadiciensi”.

Rileggendo alcuni passi del verbale di quel 14 settembre 1972 si annota che “Il presidente del Sodalizio, Guido Mora, rivolgendosi al patriarca di Venezia, Luciani e al vescovo della diocesi, Giovanni Mocellini, ricorda che la spinta iniziale e stimolatrice ad una organizzazione di studi sull’Abbazia di S. Maria della Vangadizza, è stata data dallo scomparso Giovanni XXIII, quando era ancora patriarca. In occasione di un incontro con alcuni badiesi aveva espresso l’esigenza di uno studio sistematico della prestigiosa storia della Vangadizza. Il presidente ha rivolto quindi un ringraziamento particolare al presidente onorario del Sodalizio, Michel de Rostolan (allora proprietario dell’Abbazia), per l’aiuto offerto nel reperire e nel permettere la raccolta di documenti, in vista della costituzione di un archivio”.

Il verbale riporta anche l’intervento del cardinale patriarca Luciani, che fece notare come la sua presenza era dovuta “…ad un dovere quasi personale” poiché, don Mauro Cappellari, divenuto poi papa Gregorio XVI (nel 1831), era anch’egli un bellunese. Inoltre alcuni abati commendatari della Vangadizza furono anche patriarchi di Venezia, e vi furono stretti rapporti, specialmente negli ultimi secoli, tra il cenobio Vangadiciense e il centro camaldolese di S. Michele in Isola.
Con la sua presenza Luciani, aveva voluto prestarsi come “il cacio sui maccheroni” (questa fu la sua espressione), affinché gli sforzi del Sodalizio potessero raggiungere lo scopo prefissato.
Ecco perché, dopo Mezzo secolo da quello storico evento, il Sodalizio propone al Comune di mettere una targa ricordo.
Ugo Mariano Brasioli

















