Giada Rossin è stata ospite alla biblioteca Bronziero di Badia Polesine (Rovigo) venerdì 16 settembre scorso, per parlare al folto pubblico presente in sala Soffiantini  

BADIA POLESINE (Rovigo) – La tributarista-scrittrice Giada Rossin che racconta favole ai ragazzi è stata ospite alla biblioteca G.G. Bronziero venerdì 16 settembre scorso, per parlare al folto pubblico presente in sala Soffiantini della chiave che apre le porte dell’immaginario infantile. 

Come ha detto Cristina Chinaglia nei suoi racconti, “…con un linguaggio semplice ma essenziale” c’è l’invito a essere bravi perché qualcosa di bello può capitare. L’importante è allenare il cuore a sognare e a evadere dal grigio quotidiano attraverso i colori, magari pasticciando con le mani.

L’incontro di venerdì è stato promosso dalla biblioteca comunale, contestualizzabile come seguito della riuscitissima notte bianca delle biblioteche, che ha avuto il suo clou con la nuova dimensione poetica diventa magia con la VideoPoesia del libro “I custodi dell’Aurora” di Stefano Caranti.  

In questo caso “I misteri del cellulare”, come ha rilevato lapresidente del Comitato Biblioteca Annalisa Marini, mostra “…un lavoro pieno di creatività e fantasia liberatoria …con un linguaggio fresco e coinvolgente adatto anche agli adulti”.

Giada Rossin, originaria di Montagnana ma residente a Badia Polesine, fin da piccola ha dimostrato un’inclinazione per l’arte e la scrittura. Ha, infatti, organizzato tre mostre di pittura di dipinti olio su tela ispirati agli impressionisti ed accompagnati da poesie, partecipando anche al Premio Mestre di pittura nel 2019, mentre l’esordio nel mondo letterario arriva nel 2020 con la pubblicazione de “I misteri del cellulare”.

Cristina Chinaglia attraverso la lettura di alcuni estratti ha provocato Giada ha svelare le meccaniche dei suoi lavori. L’Autrice, che nella vita fa la tributarista, ha spiegato che l’idea è maturata rispolverando tre racconti già scritti quando era alle medie, inventando le storie che man si sviluppavano.

 “Allora era un modo per evadere e non le ho fatte leggere a nessuno” ma con l’input del marito Filippo “…le riordinai organizzandole in un libro”. Lo si capisce pensando che il cellulare non c’era quand’era ragazzina.

Ancor oggi Giada dipinge, balla e scrivere “…perché mi aiuta a sentirmi me stessa e in quei momenti il tempo si ferma, estraniandomi dal lavoro e dallo stress della quotidianità”.

Il libriccino è costituito da tre favole illustrate, nelle quali il cellulare sostituisce la lampada di Aladino, per sviluppare in ordine ascendente le tematiche adolescenziali.

Il primo “Il genio del cellulare” ripercorre in chiave classica la favola sociale dell’amicizia, in cui c’è una morale che emerge affrontando le dinamiche del bullismo. Nel secondo “il fantasma del cellulare”, virando nel mondo dell’onirico affronta il tema dell’amore, per giungere al terzo “Il mondo nascosto del cellulare” in cui il tema diviene quello della diversità, della pace, della tolleranza, sconfinando nel trascendente. Negli ultimi due racconti c’è spazio per un possibile seguito narrativo. Infatti, recentemente si è aggiunto “Le avventure di Jade e Isabella”, un’altra avventura illustrata per continuare a invitare i più piccoli a giocare con i colori spingendoli a sognare.

Ugo Mariano Brasioli

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