La piazza libera dalle auto e dall'edicola non piace a Marco Dabbizzi che considera la soluzione assunta dall'amministrazione guidata da Luigi Viaro controproducente per commercio e viabilità

LENDINARA (Rovigo) – Secondo Marco Dabbizzi, segretario locale di Lendinara di Fratelli d’Italia l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Viaro, “si fa di nuovo notare per l’ennesimo scempio inferto alla nostra città, che, dopo la chiusura ormai biennale di via Sciacca, ora, ha preso di mira Piazza Risorgimento”.
Dabbizzi fa riferimento alla decisione assunta dall’amministrazione di non riposizionare l’edicola, spostata temporaneamente da giugno 2021 per consentire il rifacimento del listone, sul luogo originario, quello storico, fin dalla metà del XIX secolo, “dove da sempre era il fulcro della piazza, ma bensì posizionata all’uscita da Via Garibaldi, rendendo così inutilizzabili ben 6 parcheggi, lasciando ancor più vuoto il listone, un desolato grigio quadrato”.


“Oltre allo scempio perpetrato alla memoria storica del paese, questo intervento ha ulteriormente caricato di criticità la già difficile situazione, in quanto l’inspiegabile ed immotivata chiusura del listone ha di fatto ridotto notevolmente la possibilità di parcheggio e di aree dedicate per carico e scarico, per gli utenti dei servizi del centro, creando difficoltà a cittadini e commercianti.
Mi chiedo da cosa derivi tanto disinteresse nei confronti di coloro che volendosi recare in città, in Piazza Risorgimento, trovano ora sempre più difficoltosa la possibilità a parcheggiare; dove sul tema della durata del parcheggio orario, le repentine variazioni e modifiche hanno creato dubbi e perplessità agli utenti.
Sulla situazione “parcheggio”, è risaputo da chi ha un minimo di conoscenza in fatto di commercio che il consumatore lo vuole trovare più vicino possibile ai luoghi in cui deve recarsi, e, se non lo trova nelle vicinanze, si indirizza per i propri acquisti verso altri luoghi; probabilmente in altro comune.


Penalizzare i parcheggi del centro storico significa solo volere la chiusura delle attività commerciali e cancellare la vivacità del luogo. Il commercio va aiutato ed agevolato, in quanto è l’anima di qualsiasi centro storico; e su questa tematica parlo da operatore del settore, con tutta l’esperienza e le conoscenze accumulate in decenni di attività. A Lendinara, anziché agevolare questo aspetto, la non curanza dell’operato e delle decisioni perpetrate dall’Amministrazione Comunale provvede solamente a creare disagio e sofferenza operativa. È necessario porre all’attenzione dell’Amministrazione Comunale che un commerciante, quando decide di intraprendere attività imprenditoriale, mettendosi in proprio, investendo tempo, denaro, facendo sacrifici, lo fa perché crede nel suo progetto in un luogo con una situazione storica, architettonica, organizzativa e urbanistica consolidate da oltre 60 anni, come
appunto era il centro storico di Lendinara, e, se poi improvvisamente, per scelte inspiegabili , non condivise democraticamente, tale situazione viene a modificarsi radicalmente evidenziando uno scemare progressivo e repentino dei propri sogni e del proprio futuro, come si dovrebbe comportare?
Lasciare la situazione come è sempre stata storicamente sarebbe stata l’azione meno dannosa e più semplice da fare, infatti, nonostante io e moltissimi Lendinaresi ci chiediamo quale possa essere il motivo di tale assurda decisione, non riusciamo a trovare risposta.

Il mio lavoro mi porta in Comuni con situazioni simili a Lendinara, spesso, a mio parere decisamente meglio amministrati, dove, le amministrazioni lavorano , esclusivamente per il bene della comunità,
rendendo i centri storici fruibili, nei giorni feriali per consentire di svolgere le normali attività quotidiane consentendo comunque viabilità e parcheggio, mentre, la sera ed i giorni festivi, inibendo la circolazione, tali aree divengono zone pedonali, fruibili in piena sicurezza. Un palese esempio di tale gestione “a tempo” viene attuato proprio dal nostro capoluogo, Rovigo, nella viabilità del Corso del Popolo. Abbiamo e paghiamo assessori con deleghe al commercio, alla viabilità, ai lavori pubblici e un Sindaco con in capo l’obbligo di sorveglianza sul loro operato. Mi chiedo , possibile che nessuno si sia reso conto dei problemi che avrebbe causato tale decisione?” si chiede Marco Dabbizzi per il circolo di Fratelli d’Italia Lendinara.

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